A 23 anni prelevata da casa sua e rinchiusa in casa famiglia: succede in Italia

Francesca Mastrolonardo

Francesca Mastrolonardo da http://www.tusciaweb.eu

Conosco Francesca, conosco Laura, conosco la vita tranquilla che faceva Francesca a Tuscania contornata dall’amore della madre e di tutta la comunità intorno, conosco la storia di una madre che ha accudito la figlia con disabilità da quando questa figlia l’ha messa al mondo. Conosco la vicenda di un padre che esercita violenza psicologica nei confronti della madre usando la figlia come arma di ricatto nei suoi confronti. Conosco l’ignoranza di molti giudici e il business delle case famiglia, in cui vengono portati bambini prelevati dalle loro famiglie e dalle loro madri e portati via, anche per motivi non gravi e indimostrati. Conosco tutto questo e anche di più, ma la storia di una ragazza di 23 anni che viene prelevata da casa sua e costretta a essere rinchiusa in una casa famiglia non la conoscevo, questo è un abuso e per questo faccio un appello diretto. Chiedo alle mie amiche avvocate che conoscono bene la materia, di aiutare questa donna che sta subendo un’ingiustizia senza pari, e chiedo che i responsabili di questa vicenda, scandalosa per un Paese come l’Italia che ha ratificato convenzioni internazionali per la protezione delle donne, siano individuati anche in ambito dello Stato che permette un abuso così abnorme. Chiedo alle colleghe giornaliste di divulgare questo scandaloso fatto avvenuto in sordina nella provincia del viterbese perché rappresenta una pagina oscura, come già altre, di cosa può succedere nei tribunali italiani e come le donne non siano protette da una violenza che in questo caso è sia privata che pubblica. E infine chiedo alle istituzioni e alle parlamentari donne che grazie anche a noi sono in parlamento, di rappresentarci e di fare una interrogazione parlamentare su questo caso di abuso.

Grazie

Conferenza Stampa su Francesca Mastrolonardo

 

da www.tusciaweb.eu

Tuscania – L’avvocato Mezzetti e il giornalista Ruotolo raccontano la storia di Francesca Mastrolonardo, giovane con disabilità media, allontanata dalla famiglia per essere trasferita in un centro di assistenza a Narni – Entrambi chiedono che venga riportata a casa

A 23 anni le viene tolta la libertà ed è strappata via alla madre

Tuscania – (p.p.) -”A 23 anni le viene tolta la libertà ed è strappata alla madre”. L’avvocato Enrico Mezzetti si scalda nel raccontare la storia di Francesca Mastrolonardo, una giovane di 23 anni, con disabilità media, che dall’oggi al domani si è ritrovata in una casa-famiglia, lontana dalla cure della madre con cui viveva nel centro storico di Tuscania. Francesca seguiva un corso di ippoterapia, dipingeva e leggeva. Poi, il fulmine a ciel sereno. A bussare alla sua porta, il 27 marzo scorso, i carabinieri di Tuscania che, eseguendo un provvedimento del tribunale di Viterbo, l’hanno trasferita in un centro a Narni. All’improvviso, il suo mondo è crollato. L’avvocato, che porta avanti questa battaglia, insieme al giornalista Francesco Ruotolo, chiede che sulla vicenda non cali il silenzio. E anche la madre della giovane Laura Tramma, straziata dal dolore, spera di riavere presto sua figlia. “Francesca Mastrolonardo – esordisce Francesco Ruotolo -, maggiorenne e non interdetta, il 27 marzo, dopo un’istanza del tribunale, è stata accompagnata, contro la sua volontà, in una casa famiglia di Narni, perché non ci sarebbe accordo tra i genitori sul suo percorso riabilitativo. Il problema, invece, è un altro e cioè la restituzione della libertà a una donna, privata dei suoi diritti. Questo provvedimento è profondamente iniquo. Stranissimo. Incredibile. Vogliamo porre l’attenzione su questa vicenda, affinché il tribunale ponga rimedio. C’è come un sequestro di persona e la sottrazione di una persona agli affetti famigliari, alle amicizie e ai posti che abitualmente frequenta”.

L’avvocato Enrico Mezzetti è passato quindi a illustrare l’aspetto giuridico. “Non possiamo attendere i tempi della giustizia che potrebbero essere lunghi. Di mezzo, c’è la libertà di una persona maggiorenne, strappata, contro la sua volontà, alla madre con cui vive da sempre. Anche i carabinieri, che hanno dovuto eseguire l’ordine, sono rimasti particolarmente scossi per essere stati costretti a prendere una ragazza e portarla via”. Per il legale, il paradosso sta nel fatto che, secondo il provvedimento, la 23enne sarebbe la beneficiaria di questa situazione. “Sarebbe fatto per il suo bene, ma mi chiedo dove sia”. Il disappunto dell’avvocato, però, dipende da altro. “Negli anni, sono state fatte delle relazioni che hanno confermato l’affidamento di Francesca alla madre. Da quella del giudice Mattei, ai documenti degli assistenti sociali di Vetralla e Tuscania che hanno sempre mostrato perplessità sull’allontanamento della giovane da casa”. Per Mezzetti, il provvedimento del giudice tutelare sembra non tenerne conto. “Non ha mai ascoltato Francesca e l’ha solo allontanata da casa. Noi non ci fidiamo delle cure della casa famiglia che verrà a costare al comune di Tuscania un centinaio di euro al giorno e non vogliamo che Francesca diventi un pacco sballottato da una parte all’altra. Non ci fidiamo del giudice tutelare, non ci fidiamo della neuropsichiatra e, a occhi chiusi, della casa famiglia. Crediamo che la madre sia la persona più adatta”.

Mezzetti, il 2 aprile, ha depositato un ricorso alla Corte di appello di Roma e una denuncia penale per i fatti avvenuti e a futura memoria. “A oggi il fascicolo non è stato ancora assegnato a nessun magistrato. Una ragazza non può aspettare tutto questo tempo. Vogliamo riportarla a casa perché riprenda la sua vita e il suo percorso riabilitativo. Due volte a settimana fa ippoterapia in un maneggio, va in un centro giovanile dove dipinge e fa sculture in ceramica e vende le sue opere nel mercato rionale. Cucina, si occupa della casa e raggiunge da sola e a piedi il centro giovanile. Tutto questo non le può essere tolto”.

I famigliari sono sconvolti. Da un giorno all’altro si sono visti togliere Francesca e di lei, da allora, non si hanno più notizie. “Abbiamo diritto a conoscere il percorso formativo di mia nipote – dice Roberta la zia della ragazza -, quando si sveglia, se e quali medicinali assume. Il suo, è stato un sequestro fuori da ogni logica umana. Ingiustificabile. Inoltre, i servizi sociali non fanno altro che chiamare la casa famiglia che, dichiarandosi esecutore di ordini superiori, si rifiuta di rispondere. Siamo sconvolti “. Strazianti le parole della mamma di Francesca Laura Tramma che rivuole sua figlia. “Vivevamo in una casetta antica, adatta a lei. Piccola. Lei ci stava bene e, prima che accadesse questa tragedia – si blocca come se un groppo in gola le impedisse di parlare – si era pulita tutte le finestre. Lei a Tuscania aveva una vita e, invece, nell’ultima chiamata che ha potuto farmi, mi ha detto che le hanno tolto la libertà. Il giudice tutelare e l’amministratrice di sostegno non sanno niente della mostra, del negozietto, della casetta. Dell’ippoterapia. Delle vacanze che le organizzo ponendole degli obiettivi affinché li raggiunga. Niente”.

I famigliari annunciano, nei prossimi giorni, una manifestazione sotto il tribunale di Viterbo.

L’avvocato Mezzetti spera che su questa vicenda non cali il silenzio. “Il giudice non ha consultato nessuna delle persone coinvolte in questa vicenda, né sono stati visitati i servizi sociali e i centri che lavorano per la riabilitazione della giovane. Inoltre, usa i pareri emessi negli anni e favorevoli all’affidamento di Francesca alla madre per arrivare, però, a una conclusione totalmente opposta e cioè l’allontanamento. Una strada percorribile e valida già da domani ci sarebbe – conclude l’avvocato -, con la revoca o la sospensione del provvedimento. Con questo giudice, però, non credo accadrà. Noi rivogliamo Francesca a casa”.

8 pensieri su “A 23 anni prelevata da casa sua e rinchiusa in casa famiglia: succede in Italia

  1. Pingback: Perché diffido dei tribunali dei minori italiani | bettirossa * donne x diritti

  2. L’ha ribloggato su Antropologia e sviluppo (di Giulia Conte)e ha commentato:
    Una ventitreenne con disabilità vive con la mamma. Dipinge, va a cavallo, legge. Finché il 27 marzo scorso arrivano i carabinieri, che – su ordine del tribunale – la trasferiscono contro la sua volontà in una casa famiglia lontana. Il giudice non ha sentito Francesca, non ha consultato nessuna delle persone coinvolte in questa vicenda, né sono stati visitati i servizi sociali e i centri che lavorano per la riabilitazione della giovane, che vive con la madre da sempre e ha rapporti familiari e sociali nella sua comunità. Però non c’è accordo tra i genitori sul suo percorso riabilitativo…E il mito della madre inadeguata è davvero troppo ghiotto

  3. Questa stroria e assurda perché le assistenti sociali non sono assistenti sociali perché non fanno il loro lavoro non ascoltano le famiglie ma solo i servizi e lo fanno anche senza avvisare le famiglie perché le famiglie devono essere presenti nei colloqui e le istituzioni i centri riabilitativi i centri diurni i centri socio educativo gli sfa e quanto altro devono fare partecipare condividere ascoltare le famiglie per fare piani educativi individuali e piani riabilitativi e non lo fanno ma fanno quello che vogliono e quando le famiglie hanno bisogno le lasciano abbandonate a se stesse .spero che questa vicenda si chiuda il più veloce possibile perché non sanno quanto male stanno facendo ha questa ragazza che sarà una ferita che si porterà dentro per tutta la sua vita e anche la famiglia non si fidera più di nessuno

  4. Pingback: A 23 anni prelevata da casa sua e rinchiusa in casa famiglia: succede in Italia | Max9000's Blog

  5. Scusatemi mi sono dimenticata mia figlia per la storia della presenza e del falso dichiarato dalla struttura accreditata non ha potuto avere risarcimento danni perché nessuno fa niente e io ho fatto degli esposti hai carabinieri che non hanno voluto farmi fare la denuncia perché per loro non essendo io ha pagare la struttura non lo potevo fare allora ho fatto esposti con raccomandata con ricevuta di ritorno al comandante di stazione e al suo superiore ma il nulla dal marzo 2013,grazie

  6. Carissimi io mi trovo a combattere per mia figlia per due cose la prima il nuovo centro socio educativo che frequenta ci ha consegnato il pei bello ilmpachettato e da febbraio fa una attività che sul pei non c’è abbiamo scritto che vogliamo sapere che cosa fa nostra figlia fuori e dentro il centro e risultato non scrivono più sul suo quaderno mia figlia non è in grado di fornire verbalmente quanto fa adesso da settimana scorsa abbiamo visto che il martedì fa un’altra attività e non c’è scritta sul pei la portano fuori dal centro senza autorizzazione scritta da amministratore di sostegno e volevo sapere ma il centro socio educativo deve avere la legge sulla privacy e consenso informato firmato? Il centro non c’è l’ha.seconda cosa nel 2012/13,il centro diurno disabili che frequentava fino al luglio 2013 la dichiarava presente i sabati ma il centro e sempre stato chiuso e dal novembre 2001 che mia figlia entrata come minore nella struttura per fare riabilitazione fisioterapia e ippoterapia mi facevano firmare tre mesi alla volta e io mi rifiutavo perché lei fino al agosto 2009 e andata in colonia partiva a giugno e mai frequentato in questo periodo ma mi dicevano i responsabili della struttura che se non firmavo perdeva il posto ho sempre detto tutto a assistente sociale ma mai creduta ascoltata mai fatto un pei anche qui niente e quando ho saputo che erano sotto controllo della asl perché accreditati ho iniziato a scrivere con ispettori della ASL e ho saputo che il pei dovevano farlo che è stato dichiarato dal centro le presenze anche quando chiuso e quando mancava il terapista non faceva terapie riabilitative e non c’era sostituzione invece messa presente e che la struttura era senza durc denunciato tutto il mio comune non ha mai pagato la frequenza del centro diurno disabili perché senza durc non so che fine hanno fatto i soldi messi con impegni di spesa e determine a nome di mia figlia dal comune mi hanno vietato acceso agli atti.mi date delle risposte alle due domande che vi ho fatto grazie

  7. Pingback: Padre padrone | il ricciocorno schiattoso

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