Le combattenti curde arrivano a Roma

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Chi sono le donne curde che imbracciano il fucile e vanno a combattere contro l’Isis? Pur essendo celebrate da tutti i media con la divisa da guerrigliere, pochi ne sanno la storia, chi sono veramente e cosa stanno facendo. Ma se vi interessa davvero conoscerle, l’occasione è domani, sabato 11 ottobre dalle 9,30 alle 18, a Roma alla Casa Internazionale delle donne (Via della Lungara 19), dove in un lungo dibattito ci saranno anche loro (v. programma sotto). Il convegno “PRATICARE LA LIBERTA’ CONTRO LA GUERRA SENZA FINE DEL SISTEMA PATRIARCALE: DONNE CURDE IN IRAK, SIRIA, EUROPA” è organizzato da Giuristi Democratici/IADL, Fondazione Delle Donne Libere Internazionale, Movimento internazionale delle donne curde, Casa Internazionale delle Donne, Associazione donne, diritti, giustizia, Associazione Senza Confini, UIKI Onlus, e darà voce alle donne protagoniste della rivoluzione femminile curde, alle testimoni delle violenze, alle donne che dall’estero contribuiscono a informare e denunciare le violazioni dei diritti umani che si stanno consumando in danno delle minoranze nelle zone di conflitto. Si parlerà delle vicende degli yezidi a  Şengal, e die problemi sopraggiunti dopo l’esodo, con l’obiettivo di creare una piattaforma comune di informazione e di aggiornamento. L’auspicio è quello di creare un coordinamento permanente, e l’obiettivo più vicino nel tempo è inviare una delegazione che possa cooperare con gli organismi internazionali nel rilevare le violazioni dei diritti umani ed i principali problemi che necessitano di attenzione  urgente da parte della politica. Le donne curde vogliono incontrare le donne del mondo. Vengono dalla Mesopotamia e rappresentano la voce di una lotta che dura da decenni e percorre il cammino verso un domani universale. Vogliono essere il ponte tra l’umanità e il mondo delle donne curde, che da 40 anni conduce la lotta per la libertà. La rappresentanza internazionale delle donne curde è lo spazio dove costruire, in una lotta comune, la solidarietà con tutte le donne del mondo.

Si legge nel comunicato:

In tutto il mondo rimbalzano le notizie relative agli attacchi dell’ISIS nel Sud del Kurdistan e nei territori di Rojava. Si tratta di una violenza sistematica di matrice terroristica che colpisce indiscriminatamente la popolazione, ed in particolare è rivolta nei confronti dei curdi yezidi, una popolazione che già nei secoli ha subito persecuzioni e lutti in grande quantità. Quello in atto nei confronti degli yezidi, dopo l’eccidio di Şengal, non può che essere definito un genocidio, che ad oggi conta più di 20mila vittime tra i civili. Anche in questa guerra, l’uomo ha ordinato di attaccare prima e soprattutto le donne, barbaramente massacrate, indotte al suicidio, vendute da quella che è stata definita da alcuni analisti “la forza distruttiva del capitalismo”. Un vero e proprio femminicidio di massa. Come Fondazione Internazionale delle Donne Libere abbiamo organizzato conferenze in materia di femminicidio in numerose capitali europee: il 23 novembre 2011 a Parigi, il 3 dicembre 2011 a Stoccolma, il 14 gennaio 2012 a Londra e l’11 febbraio 2012 a Ultrecht. In collaborazione con le avvocate dei Giuristi Democratici, abbiamo organizzato anche varie iniziative sul femminicidio a Ginevra, alle Nazioni Unite. La conferenza che si terrà a Roma l’11 ottobre 2014, in continuità con quelle organizzate dalla Fondazione Internazionale delle Donne Libere negli anni precedenti, vuole parlare di femminicidio, calandolo nella dimensione del conflitto in atto. A supportare la Fondazione Internazionale delle Donne Libere nell’organizzazione del convegno sono intervenute anche la rappresentanza del movimento delle donne curde, che ha sede a Ginevra, l’ufficio informazioni del Kurdistan UIKI ONLUS, e le avvocate dei Giuristi Democratici. Hanno fornito il loro sostegno all’iniziativa anche la -Casa Internazionale delle Donne di Roma, che ospita il convegno, l’associazione Senza Confine, il Centro Ararat, l’associazione Donna Diritti e Giustizia. La conferenza vuole creare una rete internazionale di informazione e cooperazione per azioni concrete di sostegno alle donne vittime di femminicidio nel conflitto ed alle donne protagoniste della resistenza nel conflitto. In particolare si vuole attivare la comunità internazionale per la liberazione delle donne rapite dall’ISIS e per fermare il femminicidio ed il genocidio in atto. Fermare il femminicidio è possibile solo se si affronta il problema unite, a livello internazionale. Per questo motivo, ci auspichiamo una grande partecipazione agli spazi di dibattito previsti in entrambe le sessioni del convegno da parte di tutte le associazioni e i gruppi che si occupano di violenza maschile sulle donne e di diritti umani.

Tra le altre, domani saranno con noi:

SELMA IRMAK

Deputata curda del Parlamento turco, eletta tra le file del partito HDP. E’ co-presidente del DTK. Risiede in Turchia. Nata a Mardin, nel periodo in cui frequentava l’università a Selcuk è stata arrestata per le sue attività politiche. Dopo aver scontato 10 anni di carcere, si è iscritta al partito DTP (partito democratico della società), del quale è stata co-presidente e membro del consiglio. Il 18.04.2009, insieme a numerosi altri esponenti politici del KCK (175), è stata arrestata in conseguenza della vittoria alle elezioni politiche, a titolo ritorsivo. Nelle elezioni del 2011 è stata eletta parlamentare, per quanto si trovasse reclusa nel carcere di Diyarbakir, un carcere speciale turco, di tipo E. Là ha scontato altri 3 anni di reclusione, continuando a mantenere la carica politica. E’ stata liberata il 4 gennaio 2014, passando al partito HDP (Partito per la pace e la democrazia). Nello stesso anno, è stata eletta dal Congresso come co-presidente del DTK. Dopo la sua liberazione, la parlamentare si è recata in delegazione nelle zone di conflitto. Attualmente, ha iniziato insieme ad altre parlamentari curde del parlamento turco uno sciopero della fame davanti alle Nazioni Unite a Ginevra.

SENAM MOHAMAD

La signora Senam Mohamad è Co-Presidente del Consiglio del Popolo del Rojava. E’ nata il 6 dicembre 1956 a Damasco. Dopo aver studiato letteratura inglese ha lavorato come insegnante (e 20 anni come insegnante di inglese in Arabia Saudita, dove è stata la responsabile di tutte le insegnanti di inglese), iniziando a quel tempo a impegnarsi nelle organizzazioni femministe. Da allora, Senam Mohamad si è adoperata intensamente per la soluzione della questione delle donne in Medio Oriente e in Kurdistan. Con l’inizio della rivolta in Siria e la rivoluzione in Kurdistan occidentale, la Mohamad è stata eletta co-presidente del Consiglio del Popolo del Kurdistan occidentale. Nell’estate del 2012 è stato fondato l’Alto Consiglio del Kurdistan, nel quale la Mohamad funge anche da membro del consiglio direttivo. La signora Mohamad è stato candidata due volte al Parlamento siriano (2003, 2007) – per ragioni politiche e perché è curda, il regime ha impedito la sua elezione. La signora Mohamad è sposata e madre di quattro figli. L’Alto Consiglio Curdo è composto attualmente da cinque membri del Consiglio del Popolo del Kurdistan occidentale e del Consiglio nazionale curdo, e rappresenta il Kurdistan occidentale sia in politica interna sia in politica estera. In questa coalizione sono rappresentati in totale 15 partiti curdi. l’Alto Consiglio Curdo ha integrato la sua funzione nella amministrazione democratica autonoma (governo provvisorio) fondata a gennaio del 2014 in Rojava (Siria settentrionale) del cantone di Cizîre.

NURSEL KILIÇ

Fa parte della rappresentanza internazionale del movimento delle donne curde (KJK), per cui opera dal 1999. E’ presidente di IFWF (International Free Women Foundation – Associazione internazionale delle donne libere). E’ rappresentante permanente alle Nazioni Unite nella sede di Ginevra di Femmes Solidaires. Ha curato numerose iniziative per il riconoscimento del femminicidio come violazione dei diritti umani, sia nell’ambito delle Nazioni Unite, sia presso i Parlamenti nazionali di vari Paesi europei. Nata ad Istanbul, cresciuta in Francia, risiede a Parigi, ma lavora in Svizzera.

ÖZLEM TANRIKULU

Fa parte della Commissione Affari Esteri del KNK. E’ membro del Comitato delle donne del KNK dal 2004. E’ Presidente di UIKI Onlus (Ufficio Informazione del Kurdistan in Italia) da un anno. Rifugiata politica dal 1997 in Italia, per molti anni ha collaborato con numerose organizzazioni europee, organizzazioni della società civile, il Parlamento Europeo e Parlamenti nazionali per il riconoscimento del popolo curdo e la soluzione della questione curda. Risiede a Roma.

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