Boldrini privata? a noi interessa quella politica

repubblica

La copertina di “D di Republica” con l’intervista
alla presidente della Camera, Laura Boldrini, in uscita domani.

 

 

Non c’è niente da fare, questo Paese non migliora e riguardo le donne ormai gli stereotipi sembrano un riflesso incondizionato da cui non si riesce a uscire: un nodo che invece, come ci ha ricordato Violeta Neubauer della Commissione Cedaw dell’Onu in Italia l’anno scorso, va affronato e risolto se vogliamo districare anche il resto, femminicidio compreso.

Lo so, posso sembrare petulante e antipatica, una presuntuosa che sa tutto e che se la tira (come pensano alcun*): un giudizio di cui pago il prezzo per parlare in maniera diretta e chiara, senza paura di sembrare anche un po’ dura. Ma devo dire che oggi mi dispiace andare a ragionare su una “buona intenzione” scivolata nel solito trabocchetto del dover rendere accattivante una cosa semplice: un’intervista alla terza carica dello Stato, e precisamente quella che uscirà domani su “D di Repubblica” con tanto di lancio in copertina. Un’intervista in cui Laura Boldrini spiega gli “effetti collaterali” della sua popolarità e di come, in veste di presidente della camera donna, sia stata sottoposta a un fuoco di fila dove la sua vita privata continua a essere sezionata e su cui emeriti sconosciuti hanno divulgato calunnie e offese, ricorrendo ai peggior stereotipi maschili sulle donne.

“È stato vergognoso”, ha detto Boldrini a “D di Repubblica”, riferendosi alla rivista di gossip che ha pubblicato le foto con il compagno di vita: “Ci sono uomini che stanno con ragazze più giovani di trenta-quaranta anni e questo viene considerato normale. Se una donna ha un compagno di 11 anni di meno, diventa subito uno scandalo, e questo dimostra un maschilismo inaccettabile, un’arretratezza allarmante”. Poi la giornalista chiede: “ma cosa vogliono?” e lei risponde: “Non sanno come attaccarmi e per questo provano con il fango sulle mie scelte private. Hanno fatto anche circolare foto di una donna nuda in una spiaggia naturista, come se fossi io: ovviamente un falso assoluto, che però ha girato per giorni su siti e pagine Facebook. Tra uomini lo scontro rimane sempre politico, contro una donna si passa subito allo sfregio di tipo sessuale”.

Benissimo, tutto chiaro: Laura Boldrini, la terza donna che in Italia ricopre la carica di presidente della Camera, sta troppo stretta, e quindi bisogna trovare qualcosa che non va, bisogna trovarlo e scaraventarlo addosso come una grossa pietra, anzi tante pietre fino alla sua lapidazione mediatica. E come si fa? Non c’è problema, siamo in Italia, quindi la si colpisce solleticando il peggio della cultura machista nostrana: una rete in cui, dopo 20 anni di Berlusconi, chiunque può cadere con facilità.

Ma se le parole sono importanti, e se la realtà si cambia anche a partire dal linguaggio, perché alludere proprio in questa intervista a una certa “Camera con Laura” (quale? quella da letto, quella di casa sua?) con un occhiello “Boldrini in privato”, nel titolo di copertina, stampato sopra il suo primo piano? Che senso ha? È come negare il fulcro dell’intervista, e cioè che la vita privata è privata e che il fatto di essere una donna la sottopone al vaglio di uno stereotipo tutto maschile. Te lo sta dicendo, cos’è, non ci si rende conto del contenuto del’intervista quando si sceglie il titolo? Oppure la verità è che solletica troppo mettere un richiamo di copertina ammiccante su una donna che ricopre quella carica istituzionale, accarezzando (anche qui) uno stereotipo duro a morire e facile da cavalcare, su cui nessuno tanto dirà nulla perché ormai è dentro il costume e la metalità comune.

La realtà è che oggi Laura Boldrini si ritrova a doversi difendere non solo dalle calunnie ma da un linguaggio violento a sfondo machista che sul web e sui social network è proliferato in pochissimo tempo, con truppe che sembravano pronte al primo segnale di via. Un bersaglio politico trasformato prontamente in un bersaglio “debole”, in quanto bersaglio femminile di facile attacco su un terreno sessista, con attacchi collaudati che ricalcano quelli dei fake che negano la violenza sulle donne (non esiste perché è la donna che lo vuole) e anche il femminicidio (non è vero che sono poi così tante le donne che muoiono). Attacchi che se respinti con forza, ci trasformano in vetero femministe “coi peli”, eterne zitelle castranti della libertà di pensiero, o “avvoltoi femministe” (come io stessa sono stata ribattezzata dal “Giornale“).

Un terreno su cui qualora ci si provi a difendere, si viene prontamente accusate di censura: tanto che a oggi sul web ci sono almeno 5 fonti in cui è possibile leggere di una presidente, Laura Boldrini, che “piccata” da questi “scherzetti” sul web, ha osato difendersi per fermare il linciaggio partito nei suoi confronti. Sul “Giornale” (sempre lui, chissà perché), si legge “inediti e inquietanti particolari sullo smodato uso del potere, da casta vecchio stile, della presidente della Camera, Laura Boldrini, che per arginare la foto-burla che su Facebook ritraeva una finta Boldrini nuda, ha scatenato l’inferno e preteso la presenza di ben 7 poliziotti alla Camera così da monitorare il web e perseguire chiunque osi scherzare sulla terza carica dello Stato”.

Scherzare? Allora perché non dare ragione ai mariti che picchiano le mogli di loro proprietà o gli ex che uccidono le fidanzate perché troppo innamorati. La radice culturale è la stessa e si chiama discriminazione di genere: un contesto dove la cultura dello stupro è talmente inserita nella mentalità, che non ci si rende conto e non si percepisce la violenza, con una svalutazione che porta a confondere le botte con il troppo amore, l’attacco sessista come fosse una burla, cose in fondo non gravi.

Ma perché Laura Boldrini dà così fastidio?

Perché è una donna autorevole che ragiona con la sua testa, che non rientra in quei canoni balordi, una donna che noi volevamo vedere su quella poltrona e che vorremmo fosse duplicata  su diverse poltrone decisionali di questo Paese. Una presidente che abbiamo incontrato mercoledi scorso alla Casa Internazionale delle donne di Roma, per un confronto aperto con la Convenzione “No More!” contro la violenza sulle donne, e che non solo non ci ha snobbate ma che è venuta, ci ha ascoltate e si è presa degli impegni sul femminicidio e lo ha fatto in maniera pubblica: una notizia che non ha fatto notizia perché fuori dagli “interessi” dei grandi giornali nazionali.

Qui la presidente Boldrini ha ascoltato tutte le promotrici della “No More!” (la sottoscritta, Vittoria Tola, Barbara Spinelli, Francesca Koch, Titti Carrano, Simona Lanzoni, Oria Gargano) ma anche altre associazioni sempre interne a “No More” (tra cui Teresa Manente di Differenza Donna) e le parlamentari presenti (come Rosa Calipari, che fin dall’inizio ha appoggiato “No More!”), ragionando con noi su cosa fare concretamente per fermare una violenza ormai diventata strutturale all’interno del Paese. Un tavolo di esperte della materia, dove Boldrini ha fatto un discorso e ha espresso un impegno non scontato da parte della terza carica dello Stato: ed è questa la notizia, non la sua “camera”.

“Io non sono un’esperta di tematiche di genere – ha detto Bolrini alla Casa delle donne – ma sono una persona che ha sempre avuto un’educazione nel rispetto dei generi, e ritengo che una donna possa fare tranquillamente quello che fa un uomo e viceversa, perché il problema è culturale e politico. Per il mio lavoro sono andata nei luoghi di conflitto, e non potete immaginare quante volte mi sono sentita dire ma come, vai via dei mesi e lasci tua figlia?, come se questo tipo di lavoro non fosse adatto a una donna”.
“Eppure – ha detto Boldrini – ho visto lo stupro adottato come arma di guerra in Bosnia, con donne violentate all’ottavo mese di gravidanza. Chi vede questo non può non maturare che tutto ciò va cambiato, e che questo cambiamento ci sarà solo se ci portiamo dietro tutte le donne nel mondo con la consapevolezza che la nostra è una battaglia doppia. In Italia solo il 52 per cento delle donne lavora, e visitando i centri antiviolenza, mi sono resa conto di come siamo messe. Per capire in profondità cosa era successo, ho dovuto fare un film all’indietro, a come siamo state rappresentate in questi ultimi 20 anni, con un corpo usato quale volano per qualsiasi cosa, comprese le pubblicità su qualsiasi prodotto. Forse noi non pensavamo che facesse così leva, ma lo abbiamo permesso, perché se oggettivizzi il corpo femminile spiani anche la violenza contro le donne, perché di un oggetto puoi fare quello che vuoi: gettarlo a terra, passarci sopra, puoi fare tutto”.

Un discorso che si è concluso con l’impegno da parte della presidente della camera a sollecitare “la commissione Esteri per la ratifica immediata della Convenzione di Istanbul” e a “raccomandare buone pratiche secondo la Convenzione No More”: una vittoria per la società civile con cui Boldrini vuole avviare “una campagna di ascolto” in Parlamento per aprire “ogni settimana su un tema specifico, da riportare alle commissioni con raccomandazioni per sostenere il lavoro legislativo”.
“Userò i miei poteri per ottimizzare il lavoro perché tutto ciò possa cambiare”, ha detto Boldrini, invitando le parlamentari a unire le forze all’interno delle istituzioni sui temi di genere che riguardano la violenza, il lavoro, la salute, il welfare, la rappresentanza.

A tutto ciò ha fatto eco Rosa Calipari, deputata del Pd presente alla tavola rotonda e fin dall’inizio aderente alla “No More!”, che ha sottolineato la presenza di ben 10 disegni di legge in Parlamento sul femminicidio, sottolinenando che più che “una legge che entri troppo nello specifico” (come il ddl sul contrasto al femminicidio di Anna Serafini, oggi ripresentato da Daniela Sbrollini, o quello di Giulia Bongiorno), sarebbe più efficace un indirizzo chiaro all’esecutivo che coinvolga tutti i ministeri, dal lavoro, alle pari oppotunità, la salute, ecc., in una direzione che vada a favore delle politiche per le donne e dove sia chiara la centralità della prevenzione della violenza e della formazione di chi di questo si occupa.

Ma di questo, non ne ha parlato quasi nessuno.

18 pensieri su “Boldrini privata? a noi interessa quella politica

  1. Dispiace constatare che un mio commento “in attesa di moderazione” sia sparito, spero che non sia perche’ non in linea con quelli di alcuni commentatrici…no comment?

  2. A proposito di “femmicidio”: la bambina che a Busto Arsizio e’ stata gettata dalla finestra, e che e’ ricoverata in ospedale rientra nel caso di tentato femmicidio? Oppure siccome che chi l’ha gettata e’ una donna, nella fattispecie la madre, non rientra nei casi di violenza contro la donna, frutto di una cultura maschilista eccetera,sempre che questa donna non ricevera’ attenzioni in quanto “donna in difficolta’”, magari sempre per colpa di una cultura “bagliata”?

  3. Ecco che si insiste a creare un problema che non c’e’, come il titolo innocuo di un intervista, a prescindere anche dal contenuto dell’intervista stessa. Ma mi stupisce il razzismo di Maria Serena e di Susanna che attaccano anche quelle donne che non la pensano come loro, accusandole di aver sposato un modello maschilista. Donne odiatrici del proprio sesso, sarebbero? Mi fa il paio con l’etichetta di “ebrei odiatori di se stessi” che I sionisti appiccicano a chi critica la politica razzista ed espansionista di Israele.

  4. BOLDRINI DIMETTITI….. –

    ONOREVOLE LAURA BOLDRINI, quasi da subito mi è venuto il convincimento che la scelta caduta su di lei per occupare l’incarico di Presidente della Camera sia stata una sfortuna… Auguro pertanto a lei e a Grasso la più breve permanenza, in quegli scranni delle Camere…
    L’Italia sta attraversando la più grave congiuntura della propria storia repubblicana, con la sempre più sensibile declinazione a forme di totalitarismo, di cui ella si presenta già come iniziatrice, per l’imposizione di questo suo “culto della personalità”, alla stregua di una intoccabile matrona di casta indiana, ma per questo le mancherebbe sulla fronte solo quel tocco a punta di dito, intriso con nello sterco della vacca sacra.
    Lei percepisce come cosa secondaria la sofferenza di fasce sempre più larghe del popolo di origine italiana, per il lavoro precario e per la mancanza di lavoro, per la malriuscita moralizzazione e ristrutturazione dello Stato, che dovrebbero rappresentare i gradi primari a garanzia della “demos-kratia”.
    Lei, onorevole Boldrini, si invigorisce invece per offrire rilievo mediatico, non già più ai discorsi di “lotta di classe”, ma ai bolscevizzati toni di una permanente “lotta di…genere”, per ricavarsi il malcelato pretesto ad instaurare censure sulla libertà di espressione e per dedicarsi scorte di protezione e nuclei di inquirenti a sua iconografia personale.
    Lo sa però lei, così fatta Presidente, che non è la prima donna in Italia a essere stata posta a questo incarico (già furono elette Nilde Iotti e Irene Pivetti) e lei qui non è la bellissima Primo Ministro Benazir Bhutto, perché quella sì che portava il candido chador e che sapeva rischiare per morire meglio di un uomo, ma in Italia non siamo nel rischioso Pakistan!
    Forse nel suo curricolo annovera incontri e relazioni con i vari ras e satrapi di terre malfamate e bestiali, ma qui in Italia, lei non può intronizzarsi nell’alto incarico della Repubblica con i panni preconcetti contro l’altro sesso del popolo italiano, solo per scongiurare critiche e sberleffi, perché come è scritto e dicono, qui siamo ancora in una democrazia dove si possono, quanto si debbano, esprimere liberamente le opinioni e le satire per qualsiasi personaggio politico.
    A noi Italiani, che il Presidente della Camera sia una donna, un uomo o fosse anche una capra, ci interessa ben poco, se non per il lavoro che lei dovrebbe esprimere per il bene di tutti, maschietti e donnette, licenziando le sue elusive impostazioni ideologiche che cercano il pretesto di discriminare pericolose “Apartheid di genere”.
    PENSI A LAVORARE BENE PER TUTTI, perché se mancherà in questo risultato, AVRÀ RUBATO COME ALTRI IL SUO PRIVILEGIATO STIPENDIO, in dispregio alla povera gente che ad ogni fine giornata, quando non si uccide, deve sommare UNO più UNO per ricavare TRE (colazione, pranzo e cena)!.. Ho riascoltato il suo istituzionale discorso d’insediamento, che la dice e non dice nulla di concreto, in una litania scandita dagli applausi di “ora pro nobis”.
    Ha evocato solo una realtà riflessa, come fa la Signorona borghese affacciata dal proprio balcone di palazzo, chiosando nel suo diario istoriato.
    Lei sa proprio vendere bene il suo fumo e non me ne voglia per questa mia durezza, perché altrimenti glielo direi lo stesso.
    DOVE OGGI RISIEDE, IN PARLAMENTO, NON SI RINCORRONO LE PERGAMENE DI MERITO PER ANNOTARSELE NEL PROPRIO FOGLIO CURRICULARE, LEI NON DEVE FARSI CORNICI DI SCORTE E DI INQUISITORI WEB, NON SPRECHI TEMPO PER LAVORARE BENE.

    di Rodolfo Brogna 05.05.2013.

  5. lina,la novità non c’è,ed è questo che non va….capisci vero?
    Giovanna è ovviamente un fake dei soliti maschilisti che negano la violenza sulle donne e il femminicidio,che gridano all’odio contro gli uomini e bla bla bla….ma per cortesia,almeno ogni tanto uscitevene con un “E allora le foibe?” così,tanto per cambiare….

  6. Non mi pare che in altri Paesi le donne sotto i riflettori della politica siano trattate meglio. Dov’è la novità ?
    Forse che la Francia non si è appassionata per mesi al confronto-scontro tra le “due mogli” di Hollande ? Mai visto altrettanta attenzione se il caso avesse riguardato due uomini.
    Forse che Valerie Trierweiler, scendendo dall’aereo che ha portato il presidente francese in Cina non camminava qualche passo indietro, come se fosse una qualsiasi dello staff ? Avrebbero i cinesi preteso lo stesso da un marito ?
    Temo che il provincialismo italico, che già si manifesta ampiamente nel fatto che i temi di politica estera vengono sempre meno trattati sui giornali, stia dando una ulteriore dimostrazione della sua vastità e prevalenza.
    Negli USA non c’è aspetto della vita privata di un personaggio politico che non venga analizzato , sfruttato e spesso inventato di sana pianta. Anche la Sarah Palin ne fu colpita e in altri casi incensata.
    Dov’è la novità ?

  7. sicuramente poteva scegliere un altro ttolo, ma perchè quando una donna non è d’accordo con noi dobbiamo dire che “ha introiettato un modello maschilista e sessista”? E’ sempre così?

  8. Brava Luisa Betti! Concordo in pieno.
    Il fatto che la stessa titolista di D non si renda conto del doppio senso, è la prova di quanto anche le donne abbiano introiettato un modello maschilista e sessista. C’è tanto da fare. Per esempio si potrebbe cominciare a parlare di Presidentessa e non di Presidente quando la carica è ricoperta da una donna. Sembra niente, ma il linguaggio identifica e descrive e lo ripetiamo da anni. Dicendo “presidente, architetto, direttore” etc sottolineiamo che si tratta di cariche “maschili”, neghiamo l’alternativa possibile.

  9. Tutto ciò mi fa arrabbiare non poco. Finalmente è accaduto: una persona seria, intelligente, rispettosa, sobria, competente, sensibile, piena di buone intenzioni occupa un ruolo rilevante in questa Italia ormai allo sfascio, e che cosa si fa?! Si cerca di diffamarla nel modo più vile più basso più becero e falso! Provo vergogna per chi ha fatto queste scelte.
    La Boldrini è una donna da difendere, è da difendere la sua presenza alla Camera come presidente! Da difendere da questi avvoltoi senza pudore! Non hanno la minima idea di cosa siano rigore e dignità! Che schifo…

  10. Ce ne fossero di donne come l’onorevole Boldrini! Per Giovanna lei dovrebbe dimettersi solo perché il suo partito ha avuto una percentuale bassa di voti? Beh, noi abbiamo in parlamento politici che stanno affrontando processi per cose gravissime: sono quelli che non avrebbero dovuto nemmeno candidarsi, altro che dimettersi!

  11. La Boldrini dovrebbe dimettersi. Viene da un partito che ha il 3% dei voti, è stata messa lì da Bersani per adescare Grillo, l’operazione è fallita. E invece continua ad attaccare gli uomini con questa bufala del femminicidio

  12. fino a quando noi italiani ed italiane non riusciremo a ragionare senza ricorrere a categorie pre-costitutite, a stereotipi,innamoramenti acritici…non sarà solo la situazione delle donne a soffrirne ma tutto, tutto il paese.. da tutti i punti di vista..culturale, politico, economico…non riusciremo a risalire il gap rispetto ad altri paesi occidentali, qualsiasi governo si abbia…..

  13. Aggiungerei, tuttavia, che è mortificante vedere come le foto della presunta Boldrini nuda, per quanto false, siano state assimilate a quelle di coloro che utilizzano il proprio corpo come uno strumento di potere, come se la nudità fosse una colpa di per sè. Qual è il problema in una donna, o in un uomo, che praticano liberamente il naturismo?

  14. Sono l’autrice del titolo “Camera con Laura”. Il titolo si riferisce solo alla Camera dei deputati e a niente altro. Penso che con il suo stile Laura Boldrini stia cambiando il modo di condurre le sedute alla Camera dei deuputati. Non c’era nessun altro o secondo fine. Era un’intervista privata perché Boldrini è stata poco raccontata e le persone non la conoscono. Le abbiamo fatto l’intervista, per i nostri tempi di chiusura, una settimana fa, prima dell’elezione del Presidente della Repubblica e con lei abbiamo deciso di parlare della sua vita e non, in questo momento, della politica.

    • Gentile Daniela Hamaui,
      grazie della risposta. Non metto in dubbio la buona fede del giornale e della direzione, e apprezzo molto il fatto di avere qui questa risposta chiarificatrice in merito all’articolo di “D” da cui prende spunto il pezzo che ho scritto su Laura Boldrini in una chiave più generale, sia riguardo a come la presidente sia stata trasformata in un bersaglio politico-di genere – cosa che in parte anche “D” racconta – sia riguardo a quello che invece esprime la sua politica su una questione grave come la violenza sulle donne. Ritengo però che il titolo possa indurre a fraintendimenti che, dopo anni di bombardamento culturale nel senso che sappiamo, è facile intuire. Un terreno scivoloso che, malgrado anche le buone intenzioni, oggi più che mai andrebbe evitato. Grazie

  15. le domande sul privato erano poche..e credo sarebbe lecito farle a tutti i politici. Un politico, mashio o femmina, è anche una persona

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