Fuori dal web chi istiga alla violenza*

Nella foto, la senatrice del Pd Silvia Della Monica, diventata bersaglio di attacchi denigratori sul web, per aver presentato alla Commissione Giustizia del Senato gli emendamenti al ddl 957 sulla modifica dell’affido condiviso (legge 54/2006)

Nome, cognome, foto, tra un po’ ci manca solo l’indirizzo e poi te li trovi anche sotto casa, perché se sei contro di loro ti può succedere di tutto. È il partito trasversale dei padri separati (non tutti fortutamente), tra cui si annovarano anche donne che difendono i loro partner da ex mogli “cattive”. Un gruppo compatto, politicamente trasversale, dove non fa differenza di che colore sei ma solo cosa pensi delle donne. Un piccolo esercito che rivendica l’essere padre non come fosse un lavoro di cura nei confronti dei figli, ma come un’identità in sé per sé, imprescindibile strumento di potere, un diritto inalienabile dell’adulto nei confronti della prole, a dispetto della madre, e sprezzante del genere femminile che, in fondo, cerca solo la distruzione dell’altro sesso, quello maschile. Punte di misoginia difficili da comprendere e non contestualizzabili in un rapporto che non è né personale né emotivo, ma che si innesta su questioni sociali, politiche, culturali, con discussioni che alla fine scadono sempre su un piano diretto, per di più svilente e accusatorio, tanto che verrebe da chiedere: scusi, ma noi ci conosciamo? Sono padri separati arrabbiati, ma anche uomini senza figli o donne che sostengono la parte del maschio “privato” del suo potere, ingiustamente vessato dalla femmina che rivendica i suoi diritti (ma che diritti ha una donna? Siamo sicuri che possa parlare?). Sulla scia pericolosa di un ormai evidente ritorno alla cultura machista, che speravamo aver seppellito per sempre in nome della civiltà, sono nati anche siti web e pagine facebook che inneggiano alla difesa delle donne – copiando pari pari i titoli dei siti e dei blog “femministi” – ma che in realtà divulgano perle di saggezza machista, fino ad arrivare alla vera e propria istigazione alla violenza, in cui ci si può imbattere in disquisizioni sul fatto che la violenza contro le donne sia una invenzione delle stesse, che in fondo a qualcuna di loro “piace”, che lo stupro non è un male così grande perché c’è di peggio, che il femminicidio è un’invenzione in quanto pure le donne uccidono e anche le donne sono violente (in Italia l’omicidio di genere è per il 5% per mano delle donne contro il 95% dei maschi – dati ONU). In una veste più contenuta, ma non meno aggressiva, ci sono poi i siti delle associazioni a sostegno della bigenitorialità che in realtà – non tutte naturalmente – sono a senso unico: cioè dalla parte del padre-padrone in quanto  l’altra parte, ovvero la madre, è considerata come bersaglio da denigrare e condannare. Un altro piccolo esercito che, non limitandosi a “fare informazione” sui siti creati ad hoc, si spalma sul web con vere e proprie incursioni verbali nei confronti di chi si occupa di diritti delle donne, bambini, violenza domestica, violenza assistita dai minori, discriminazione di genere, ecc. Perché su famiglia, affidi condivisi, bigenitorialità, minori, e affini, queste associazioni esprimono “il verbo” e qualora qualcuno si azzardi a mostrare dissenso sui contenuti espressi da loro, il confronto, che inizialmente sembra possible, si trasforma poi e inevitabilmente in un attacco diretto, a volte anche personale, e comunque spesso denigratorio; mentre in altri casi può succedere addirittura che ciò che viene sostenuto da chi la pensa “diversamente” sia “ribaltato” con abilità manipolatoria degna del dottor Mabuse. Una violenza subdola e sottesa. Una dinamica non sconosciuta a chi si occupa di violenza di genere e di femminicidio. Tutto questo però è stato finora solo un fastidioso “ronzio” che si è scatenato come uno sciame di vespe arrabbiate quando, circa un mese fa, al Senato si è cominciato a discutere la modifica dell’affido condiviso (legge 54/2006) e da quando se ne è cominciato a parlare in maniera ampia sui giornali, e soprattutto da quando, nelle ultime settimane, alcuni senatori e senatrici dell’Idv e del Pd, si sono permessi di presentare emendamenti al ddl 957 che non sono piaciuti al partito trasversale dei padri separati e alle associazioni a cui aderiscono. Il disegno di legge in questione è il ddl 957 (Pdl, Udc)  anche se alla Commissione giustizia del senato sono stati presentati ben quattro proposte, mentre alla Camera la deputata Micaela Biancofiore del Pdl ha presentato un altro disegno di legge molto simile al ddl 957. Ciò che stato messo in discussione, dagli emendamenti ma anche sui giornali e nei dibattiti sui ddl per la modifica della 54/2006, non riguarda la bigenitorialità che è un’opportunità sia per il minore che per le madri che fino a oggi hanno cresciuto i loro figli in solitudine e con grandi sforzi (sia dentro il matrimonio che dopo la separazione), ma il fatto che non siano previste norme adeguate nel rispetto del minore per una reale bigenitorialità libera dalla violenza, come nel caso di violenza domestica e/o violenza assistita accertate, e soprattutto che sia introdotta una malattia non scientificamente provata come la PAS (Sindrome di alienazione parentale) che viene già applicata nei tribunali al bambino, che magari è stato abusato o ha assistito a violenza e non vuole frequentare uno dei due genitori, rendendo responsabile del rifiuto, il genitore con cui il minore vuole stare, e imponendo al piccolo la frequentazione dell’altro. La messa in discussione però, che in democrazia dovrebbe essere una cosa normale, ha scatenato la furia di chi sostiene questi ddl che non solo ha gridato al complotto ma che ha letteralmente assalito chi questi emendamenti li ha presentati. I senatori e le senatrici di Idv e Pd sono stati fatti bersaglio di una propaganda denigratoria da gruppi che, sul web, non hanno esitato a tirare fuori unghie, denti e lingue biforcute, esprimendosi con un linguaggio violento e intimidatorio, e senza che nessuno abbia mai ripagato loro con la stessa moneta. Un’intimidazione che ormai dilaga e che colpisce, con metodi affini, chi è contrario alla PAS, ma anche chi difende i diritti delle donne (la violenza di genere non esiste, sarebbe una invenzione delle femministe), chi svela i siti machisti e sessisti che “clonano” i siti che si occupano di diritti di genere per confondere le persone – che inconsapevolmente ci cascano – e che indegnamente denigrano i centri antiviolenza (unica speranza di salvezza per molte donne che subiscono violenza), chi si occupa di femminicidio (che per questi gruppi sarebbe “una bufala”), il tutto intriso di un linguaggio violento, quasi come fosse un corpo a corpo e i cui bersagli sono: giornaliste, avvocate, politiche e ora anche le senatrici. Ma la cosa più disgustosa è stata quella che ho visto oggi sul web sulla senatrice del Pd Silvia Della Monica, che ha avuto la colpa di presentare al senato i suddetti emendamenti al ddl 957. Denigrazioni, gravi insinuazioni – che si possono leggere sulle pagine facebook dei gruppi sopra descritti e che riporto qui sotto – e commenti rivolti alla senatrice che, oltre a essere un magistrato, Consigliere alla Corte di cassazione, è oggi vicepresidente del Consiglio di garanzia e senatrice alla Commisione giustizia. Ora però l’intero staff anti-Pas del Pd è stato preso di mira (Adamo, Della Monica, Serafini, Magistrelli, Carofiglio, Casson, Chiurazzi, D’Ambrosio, Galperti, Maritati), così come, già nei giorni scorsi, era stato preso di mira l’Idv, che questi gruppi invitavano direttamente a non votare e a boicottare. Chi tocca la Pas ci rimane secco: che sia davvero una malattia?

* Si fa presente  che il titolo di questo articolo, “Fuori dal web chi istiga alla violenza”, è stato messo come “significativo contraltare” al commento messo e pubblicato accanto alla foto della senatrice Silvia Della Monica che recita: “Fuori dal partito chi fa male ai bambini”, e visibile qui sotto in basso. Grazie

** Data la situazione e dati gli argomenti che si affrontano in questo blog, si pregano i gentili commentatori di usare un linguaggio adeguato, non offensivo e con toni non alterati: si possono esprimere opinioni diverse senza “urlare”, e per questo si avverte che le maiuscole (per indicare la voce grossa), così come i punti esclamativi, saranno moderati nei commenti. Grazie

*** Gentili commentatori e commentatrici, mi dispiace moltissimo, ma sono costretta a chiudere momentaneamente i commenti sull’articolo sopra riportato. Non mi accusate per favore di censura o quant’altro, ma non posso più moderare i vostri commenti per i toni e in alcuni casi anche per i contenuti. Grazie

103 pensieri su “Fuori dal web chi istiga alla violenza*

  1. Gentili commentatori e commentatrici, mi dispiace moltissimo, ma sono costretta a chiudere momentaneamente i commenti sull’articolo sopra riportato. Non mi accusate per favore di censura o quant’altro, ma non posso più moderare i vostri commenti per i toni e in alcuni casi anche per i contenuti. Grazie

  2. Gentile signor Mazzeo, conosco personalmente chi tiene in piedi molte di quelle che Lei, nel tentativo di diffamare, chiama pagine spazzatura.
    La persona a cui Lei fa riferimento in modo ossessivo (conosco il nome ma per questioni di privacy devo ometterlo) ha l’affidamento condiviso. Eviti quindi di raccontare bugie.

  3. Sono docente ed educatore da 20 anni, ho appoggiato il Manifesto in moltissime battaglie anche contribuendo in modo generoso piu’ volte.
    Ora, da padre separato non riesco proprio a trovare ragioni nell’ostilità ad una riforma che permetterebbe agli innocenti di essere trattati come tali(padri che sono e fanno i Padri)e non gettati nel girone dei violenti e dei colpevoli solo perchè uomini.
    Profondamente addolorato di vedere una sinistra arroccato alla difesa di un falso femminismo che ha girato le spalle ai veri valori che lo avevano generato. La famiglia è il centro per i figli, anche se separata. Piegando e togliendo dignità ad una delle parti non si fa altro che spaccare e creare tensione, è questo che fa male ai figli. Con incredulità, immenso rammarico e a malincuore lotterò con tutte le forze affinchè la vostra parte politica non abbia consenso (non sarà certo difficile).
    La famiglia è la cellula sana della società e va difesa, anche quando separata.
    Gianpaolo Delfino

  4. A guardare i commenti stizziti e le accuse di nazismo, censura, femminismo contro la gentilissima signora Betti, che permette a persone così poco gentili di esternare la loro frustrazione con lei, offendendola, viene proprio da sorridere. L’effetto che ha fatto il suo articolo su alcuni padri separati e sulle loro nuove compagne sembra quello di un formicaio devastato in cui tutte le formiche si sono arrabbiate e scantonano, per la voglia di farla pagare a chi gli ha rovinato il piano che si erano preparate zitte zitte: far passare il ddl 957 sotto silenzio, senza che il popolo si accorgesse della cosa. E perché volevano che tutto avvenisse in silenzio? Perché lo sanno loro per primi che il ddl 957 sarebbe una condanna per bambini e mamme.

  5. Una inchiesta sul blog del Corriere della sera che qui dedico a tutti quelli che negano la violenza sulle donne, il femminicidio, attaccano e denigrano chi difende queste donne e fa informazione corretta come la giornalista Luisa Betti fa in questo blog subendo ingiurie e offese ingiustificate, a tutti quelli che non sanno cosa dicono quando parlano violenza, donne che scappano, bambini che urlano, a chi disconosce lo stupro, le botte in casa, i lividi sulle braccia e sul viso: per tutti loro è arrivata la “27esima ora”.
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/linchiesta-storie-di-violenza-8-benestanti-colte-con-buon-lavoro-e-la-paura-di-denunciare/

  6. riappare il rompiscatole… solo per scusarsi con ELisabetta. Ho letto male il suo riferimento alla mia identità. Quanto ai siti fake: possibile che le donne che compiono le ricerche non siano capaci di capire dove sono finite? E anche se fosde, vogliamo veramente introdurre il resto di “sottrazione di traffico”?

  7. gentile signor salvo nessuno fondamento scientifico sostenuto dalla psicologia potrebbe essere sostenuto meglio o peggio di come si soterrebbe la PAS… la piu robusta delle teorie dalla psicologia portato in un dipartimenti di matematica e o di fisica sarebbe cestinato e deriso …. la psicologia a mio modesto parere non è una scienza e spero presto che sia messa fuori dai tribunali… nell’ambito di questa finta scienza si puo sostenere tutto e il contrario di tutto (la PAS ne è una palese evidenza)… questo permette agli psicologi di dire quello che vogliono…. neanche l’ordine degli psicologi è riuscito a uniformare la fantasia degli psicologi… questo è un bel problema… l’alta epiricita di questa pseudo scienza la rende piu simile all’astrologia che a una materia scientifica degna di essere presa in considerazione…. gentile signor salvo… mi perdoni non sono interessato alla sua spiegazione sulla PAS perchè poco scientifica e non si capisce a che titolo ci onora con ste paginate di spiegazioni informi e prive di logica…. potrebbe solo dirmi secondo lei: chi è nato prima se l’uovo o la gallina? ….

  8. Ho chiesto ripetutamente di evitare cortesemente le maiuscole (come a fare la voce grossa) nei vostri commenti e i punti esclamativi per un dialogo più pacato e civile. Non posso editare tutti i vostri scritti soprattutto se sono lunghi e dato che spero di parlare con persone in grado di intendere e di volere, lo ripeto. Quindi rivedete i vostri commenti e togliete il maiuscolo: per cortesia scrivete senza alzare i toni, non ce ne è bisogno dato che gli argomenti già sono sufficienti. Grazie

  9. rimango dell’opinione che questo blog sembra fare informazione pilotata….
    serena io ho detto altro…. chiaramente lei sara una simpatizzante di queste teorie e riesce a leggere nei mie commenti cio che non ho scritto… faccio la domanda in maniera piu esplicita:
    quale è la relazione causa effetto che porta a dire che un genitore che accusa l’altro i alienare i figli e di praticare la pas su questi porta a concludere che l’accusante sia un pedofilo?
    il realta la psicologia specie quella fatta in assoluta mancanza di etica professionale è uno dei piu grandi imbrogli che l’uomo si sia mai inventato….
    per me certi psicologi specie quelli che abusano di questa finta scienza con un bassissimo contenuto scientifico bisognerebbe mandarli sotto processo e mandarli a scavare le papate per il resto della loro vita.
    alessandra perdonami a me a un ex coniuge cos se ne dovrebbe importare della miseria dove casca una donna dopo una separazione… gli ex mrti non sono assistenti socilai… ognuno è cusa della poverta dove cade suo malgrado e l’assegn o divorzile pero che presto venga abolito nel 100% dei casi… del resto la donna ha le quote rosa e una recente ricerca ha detto che sono anche piu intelligenti dell’uomo e alcuni gruppi amano riunirsi occasionalmente urlando a squarcia gola se non ora quando … queste cose messe insieme fa significare che la donna potenzialmente è piu capace dell’uomo di crearsi reddito… il segreto per non far diventare uno o l’altro povero sta nell’ affido condiviso reale e doppia residenza cosi la donna ha piu tempo per andare a lavorare….
    susanna di donne ne conosco a centinaia che oltre a essere donne sono degli stimati profesinisti che come tutte le persone intellettualmente oneste si sono skillate e oggi sono correttamente inserite in vari contesti lavorativi… non hanno dovuto piangersi addosso per essere donna perchè hanno capito che le persone u o d valgono esattamente le energie che hanno saputo spendere a tempo debito per costruirsi e crearsi un futuro…. questo articolo è un insalatatone madornale fatto di numeri privi di significato e non fornire la sorgente dei dati fa solo pensare (io sono montuori pietro e sono come san tommaso non per essere blasfemo) che chi li usa e chi li cita puo abusarli come gli pare… all’universita qualcuno mi aveva spiegato che se si parte da ipotesi sbagliate si arriva a conclusioni logicamente sbagliat… mi chiedo ancora ma chi scrive questi articoli quanto pensa che sono ignoranti le persone a cui questo si dovrebbe rivolgere? ho offeso qualcuno chiedendo con quale presunzione si crede competente a parlare di certi argomenti?e solo un esperto qualsiasi come gli opinionisti che vanno in tv a fare salotto o ce una reale competenza per parlare di certi argomenti?la domanda è innoqua(e non è violenta).. se vogliamo addirittura legittima e banale.. forse proprio per questo questa e altre domande infastidiscono.. ripeto: essere giornalista smarca dall’essere competete a parlare di certi argomenti e basta solo autoattribuirsi un esperienza mai misurata sul campo da nessuno in maniera oggettiva?
    invito comunque il signor salvo a documentarsi meglio su quello che si dice rispetto alla pas … (apparte gli aggettivi di cui non riesce proprio a fare a meno mentre espone le sue fumose teorie che lasciano il tempo che trovano) in italia sembra che ci sia uno scienziato della psicologia non ricrdo neanche il nome visto la diffidenza che ho verso questa presunta pseudoscienza che ha un pubblicato un volumetto che vende in giro a un cifra irrisoria qualche euretto o giu di li(quanto di fatto varrebbero le asserzioni fatte per negare la pas) non lo si trova nelle librerie forse perchè non ha trovato un editore sufficientemente coraggioso da pubblicarlo o forse perchè non ha voluto dare troppo risalto alle fesserie che sostiene…. io ne sto cercando una copia da inviare all’orddine degli psicologi e all’ordine dei medici… sarebbe interessante capire se questo saccente signore è iscritto si o no a questo e o a quell’albo per capire come mai ha delle opinini cosi corraggiose rispetto alla pas (praticamente in controtendenza)… sara poi l’ordine dei medici e o degli psicologi o entrambi eventualmente a spiegargli quali comportamenti etici deve avere…. premetto io mi occupo di informatica sono un apposianato di scienza e non considero la psicologia una scienza per nessuna delle sue affermazione… non commetto mica un reato se io il signor nessuno sostiene che la psicologia non ha valeza scientifica per nessuna delle sue asserzioni.è una pseudoscienza che puo sostenere tutto e il contrario di tutto fatto che è in antitesi con qualsiasi pensiero scientifico… (l’ordine esiste anche per questo) la pas ne è una palese evidenza di quanto sto a sostenere sembra una moda chi dice si e chi dice no…. l’ordine degli psicologi ha gia detto che l’affido condiviso è salubre per il minore… quindi una legge che va contro la costuzione (in primis art 3) non la si puo fare e contestualmente non si puo fare una legge che va contro la salute del minore cioe che escluda l’affido condiviso per questo…. qua trovate il documeto con cui l’ordine degli psicologi si è pronunciato a favore dell’affido condiviso… quindi la futura legge deve essere rispettosa di questa affermazione fatta dall’ordine degli psicologi
    http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20Ordine%20degli%20psicologi.pdf
    gentile susanna io non ho solo chiesto un consiglio su come fare parmigiana… ma ho anche chiesto alla gentile giornalista (oltre anche ad altro a cui seguira una sua cortese risposta) se puo spiegarci qualcosa sulla particela di dio scoperta al cern di ginevra… ho offeso qualcuno?
    fare semplici domande non è essere violenti… quando preparavo i liceali all’esame di maturita in matematica e o in fisica facevo loro domande molto piu difficili… qua ho fatto semplici e ingenue domande e qualcuno mi accusa di avere un violenza verbale … ripeto sono solo domande,dove sta la violenza verbale? danno fastidio perchè troppo semplici e imbarazzanti?

    la prego signor salvo si occupi di altro e non di Pas non fa un bella figura sostenendo che la Pas non esiste faccia parlare gli esperti in merito… poi faccia quello che vuole ma non si lamenti se qualcuno si prende gioco di lei e delle sue bizzarre spiegazioni per sostenere il negazionismo della Pas.
    un altra domanda la faccio al signor Salvo visto che non sono interessato alla sua scienza (mi interesso di equazioni e o di numeri primi e o di reti neurali MLP… non perdo tempo dietro la psicologia troppa aria fritta)…
    gentile signor salvo: è nato prima l’uovo o prima la gallina?
    attendo risposte

  10. gentile sigora serena se legge con piu attenzione capisce sempre se vuole farlo che ho solo detto quale è il legame tra PAS e pedofilia del genitore alienato … ce solo uno stolto che lo sostiene in italia

  11. Roberto Scrive:
    28 luglio 2012 alle 10:44

    Sig. Salvo, tutto giusto, ma credo che ci siano due elementi che Ella non considera.

    1) pari frequentazioni (e doppio domicilio)
    2) mantenimento diretto

    Quindi il problema concreto è l’assegno di mantenimento e, forse, la casa. Il resto son punti di vista, ognuno ha i propri.

    ******
    Ho preso i 5 punti che venivano menzionati da diverese persone qui nel blog. I due punti che lei aggiunge farebbero parte del gruppo 1-3. Cioe’, di fondo non li trovo problematici e sono risolvibili o attraverso mediazione o in tribunale. Personalmente, ho incontrato abbastanza gente in situazioni molto varie in cui “pari frequentazioni” era diventato ;normale’ Il ‘mantenimento diretto rimaneva un problema un po’ piu’ scabroso, ma era un problema di valenza (piu, meno, modalita’), e non un problema fondamentale sul ‘se’ — se si dovessero avere.

    Detto queto, mi sono focalizzato su 2 punti –oltre la sciempiaggine di usare un linguaggio visivo per provocare effetti shock che nulla hanno a che fare con il problema dell’equilbrio di bambini nel contesto della struttura di una famiglia che si sfacia.

    Il primo e l’introduzione della PAS nel ddl 957. E’ un argomento estraneo al problema e fanno bene a criticarlo e richiedeerne il taglio. Tre scenari.

    Primo, assumiamo che il PAS avesse una base scientifica solida — accettata e riproducible in diversi contesti sociali, antrologici, culturali, ecc. Allora, l’evidenza che ci potrebbe essere istigazione da parte di un genitore contro l’altro rappresenterebbe un disastro non solo per i bambini che subiscono la vioelenza psicologica ma anche per il genitore che istiga questa violenza. Qui ci sarebbe poco disaccordo sul da farsi.

    MA — ed e’ il secondo punto — la teoria PAS non ha base scientifica accettata dalla sua disciplina — psychiatria. La disciplina non e’ una chiesa che controlla cosa viene pubblicato. I peer reviewers (colleghi anonimi a cui l’editore chiede una valutazione critica dell’articolo) accettano/rigettano l’articolo con criteri molto chiari: (1) quale e’ il problema / argomento / fenomeno che l’autore propone di analizzare; (2) perche’ il fenomeno rappresenta un problema — da un punto di vista medico e da un punto di visto di accademia-ricerca? (3) Cosa propone l’autore: s’ un fenomeno ‘nuovo’ — che nessuno aveva prima riconosciuto? O e’ un fenomeno conosciuto ma che viene interpretato in modi diversi? Quale metodologia usa per testare — rigettare / corroborare — le ipotesi derivate dalla teoria? E’ l’uso delle metodologie corretto? L’evidenza raccolta va contro le teorie prima della PAS (rigetta le teorie), o invece supporta // corrobora la PAS? ecc.

    IN questo caso particolare del Gardner, l’articolo non oltrepassava la soglia minima per essere pubblicato — e aveva tentato per anni di pubblicare l’articolo. Dicevo prima — statisticamente puo’ accadere che un’ipotesi che dovrebbe essere rigettata perche’ ‘erronea’ viene invece accettata come ‘vera’. Succede in tutte le scienze — sceinze naturali incluse. Pero’ una teoria e ‘vera’ sino a quando non sara’ (se lo sara’) refutata da altri studi.

    Le pechhe del Garners — teoriche, concettuali e metodologiche — sono ben conosciute negli USA … in Italia GArner ha trovato alucni proseliti in qualche universita’, E siccome questi pochi sono di ruolo, fanno cio’ che vogliono. Cosi’ degli individui-professori hanne deciso di aderire (apporprisrsi) della PAS di Gardner. Accettare una teoria — per qualsiasi motivo idiosincratico — e poi cercare evidenza per corroborarla va contro la logica dell’attivita’ scientifica. Si puo’ trovare evidenza che sorrobora (supporta) cio’ in cui ci piace credere. L’attivita’ scientifica invece richiede come obiettivo principale la refutazione di una teoria. Una teoria e’ valida solo quando riesce a sopravvivere a tentativi di refutarla.

    L’apparato di refutazione non e’ un qualcosa di semplice. Richiede una chiara esposizione delle predizioni della teoria (PAS); dei suoi concetti che sono la struttura portante della teoria; del campione che verra’ usato per ‘testare’ le ipotesi; il modello statistico e i connessi livelli di significance; i contro-tests che cercano di falsificare la teoria, ecc.

    Da quel che ho letto — random e quindi senza preconcetti — ne viene fuori che la PAS fallisce in ciascuno dei punti cruciali nel processo di testarla come teoria empirica.

    Tra le tante risorse web, l’articolo che segue giu’ mostra punto per punto come, dove, e perche’ la teoria PAS di GArdner e’ stata refutata. Oggi non sopravviverebbe la prima critica — giustificare i postulati (assunzioni) della teoria.

    Quindi giustifcare la necessita’ del dl 957 con la teoria PAS rappresenta una doppia offesa. Una concerne il sistema di creare politiche con implicazioni reali per la gente ma che si basano su peudo teorie — pseudo perche’ o non sono falficabili o perche’, e questo e’ il caso qui, sono state falificate. E’ per questo fallimento che l’Associazione di psychiatria degli USA non considera la PAS come teoria scientifica. Avere dei politici (e i loro legali) che giurano sulla validita’ della teoria PAS per sostenere un disegno di legge — tutto questo a uno che opera dal di fuori e ha familiarita’ con argomenti di scienza / non-scienza … tutto questo sembra essere un teatrino dell’assurdo. Qualcosa di inconcepibile non solo diventa concepibile, ma diventa’ pure realta’ con un semplice voto. Cosi’ si crea — politicamente — la realta’ sociale.

    La seconda offesa e nei riguardi delle persone (individui e gruppi sociali) convolti nella tragedia del teatrino. C’e’ una lunga lista dei distrati che l’applicazione della PAS genera. Do il link giu’. MA un aspetto del problema da’ un’idea dei limiti teorici (non parliamo di quelli metodologici)del Gardner:

    False Premises

    Gardner incorrectly assumed that women need a tactical ploy to not lose custody under the best interest of the child standard. Gardner evidently was unaware that once a child passed its tender years, roughly at age 7, fathers were presumptively entitled to reclaim custody, and that most mothers still win custody under the best interest of the child standard.

    *************
    Gardner also wrongfully assumed that women often make false incest accusations in custody cases and that they gain advantage from doing so. Incest is raised in only about 6% of custody cases, and only a very small fraction (2%-3%) of this 6% are false. Investigated incest allegations are substantiated as often during custody disputes as at other times, but many child protection agencies do not investigate when a case is in court. Men have been found to make 16 times as many false incest allegations as women (21% vs. 1.3%).

    //GOOGLE

    Gardner ha anche erroneamente ipotizzato che le donne fanno spesso accuse di incesto falsi nei casi di affidamento per ottenere un vantaggio dal farlo. L’incesto è nominato solo in circa il 6% dei casi di affidamento, e solo una frazione molto piccola (2% -3%) di questo 6% sono false. Accuse di incesto sono investigate tanto spesso quanto in altri casi-controversie per la custodia, ma molte agenzie di protezione dei bambini non indagano quando un caso è in tribunale. Dalle statistiche, gli uomini hanno lanciato false accuse di incesto 16 volte in piu’ delle donne (21% vs 1,3%) …

    Il Link:

    http://pasisascam.wordpress.com/category/dr-richard-gardner/

  12. Non uso toni violenti, ma probabilmente sarete in grado di censurare ugualmente il presente commento, in quanto frutto delle fantasie perverse di una mente malata (?)
    Ho letto, non tutto ovviamente, ma quel tanto che basta per farmi un’idea precisa della situazione …….
    Dato che donne e uomini appartengono alla razza definibile come animali bipedi pensanti, probabilmente l’unica soluzione che permette di non sbagliare e’ disinteressarsi di loro e dedicarsi esclusivamente al mondo vegetale ……

  13. Per integrare il mio commento precedente, riporto i dati perché proprio la Caritas ci dice qualcosa di diverso: del 12,7% di separati/divorziati che chiede aiuto alla Caritas, il 66,5 % è donna , il 33,5% uomo. La CEI poi afferma che “noi non riscontraimo il fenomeno dei padri separati così come viene descritto” . Ci sono casi eclatanti , ma i numeri dicono una realtà diversa. Inoltre i dati ISTAT: padri separati sono poveri l’1,7%, donne separate 3,5%. Il dato esplode in caso di figli: le donne monogenitore sono povere nel 10,4% deo casi,15,4% se il figlio è minorenne. Per gli uomini il data statitisco di povertà in molti casi non è significativo[blog 27esima ora, corriere. it “divorzio all’italiana ecco perché è bene (per tutti che le donne) lavorino”.

  14. Riguardo a PAS e affido al genitore accusato di violenza, bisogna ricordare che nell’80% dei casi le accuse di violenza sono calunnie, spesso finalizzate ad appropriarsi di bambini il tempo necessario a praticare loro il lavaggio del cervello ed alienarli. Che si chiami PAS o PAD questo è un abuso sull’infanzia: da cui i bambini devono essere protetti, e che può essere prevenuto evitando di dare peso alle accuse basate sul nulla.

    Indubbiamente esiste una tensione fra i diritti delle donne davvero picchiate (20% dei casi) ed i diritti dei bambini (80% dei casi) a non venire abusati da spietate avvocate femministe che usano a tappeto le calunnie.

    Se esistono femministe buone, capiranno che è opportuno che si facciano da parte ed usino i giornali per denunciare pubblicamente le avvocate che con le calunnie hanno ormai irremediabilmente rovinato l’immagine pubblica del femminismo.

  15. Dapprima una puntualizzazione sulle immagini devastanti di padri in fila alla Caritas. Proprio la Caritas ci dice qualcosa di diverso . Inoltre (27esimaora.corriere.it articolo “divorzio all’italiana ecco perché…”) Il che numericamente va a contrastare quanto asserito da tanti in questi commenti. Che poi ogni singola storia sia un dramma, siamo tutti d’accordo; che la separazione sia causa di povertà è vero, ma vale per tutti e non si possono usare strumentalmente casi singoli per generalizzare.
    Passo ora al discorso della violenza verbale. Vedo una vera e propria campagna denigratoria perpetrata contro una giornalista che ha semplicemente evidenziato un malcostume della rete, dietro al quale si celano certamente precisi interessi. Libertà di opinione sì, libero insulto no grazie. L’urlo, la calunnia, le foto segnaletiche sono gli argomenti di chi non sa argomentare e fornisce esempi anziché dati, slogan al posto di ragionamenti. Anche la blandissima netiquette di FB prevede motivi di segnalazioni delle pagine tra cui:1.È causa di molestie nei miei confronti 2.È causa di molestie nei confronti di un amico 3.Spam o scam 4.Discorsi contenenti odio 5.Comportamento violento o dannoso 6. Contenuti sessualmente espliciti 7.Pagina già esistente o categoria sbagliata.
    Gli shot pubblicati si autodenunciano almeno -e come minimo- per SPAM (“Ho spammato ovunque”). Entrando in una comunità (seppur virtuale) se ne dovrebbero accettare le regole: nessuno ti obbliga a stare in FB. Come far parte di una squadra di calcio e prendere in mano il pallone e scappare…non ha senso. Fosse solo questo. Navigando nel mare procelloso delle pagine palesemente pro poveri padri, antifemministe e di pseudo-difesa delle donne (in realtà covi di misoginia pura come si evince dai post) le violazioni sono numerosissime e variamente articolate (in genere punti 4., 6., 7.). Nessuna libertà può prevedere la mancanza di regole minime di civiltà: da alcuni commenti qui, come in rete, mi pare che si stia tornando alla regolazione della dialettica attraverso l’uso di mazza ferrata e clava,per quanto metaforiche, soprattutto da una parte con chiare connotazioni misogine. Signora Betti, la mia stima: non si lasci intimidire.

  16. Sig. Salvo, tutto giusto, ma credo che ci siano due elementi che Ella non considera.

    1) pari frequentazioni (e doppio domicilio)
    2) mantenimento diretto

    Quindi il problema concreto è l’assegno di mantenimento e, forse, la casa.

    Il resto son punti di vista, ognuno ha i propri.

  17. Per i signori come pietro a quanto pare la violenza di un genitore renderebbe il bambino felice. Dev’esserci una diversa priorità di obiettivi: c’è chi cerca di tutelare il diritto alla vita e all’integrità dei bambini e chi vede nei piccoli una proprietà degli adulti, non importa se violenti.
    E’ abbastanza spaventoso, non capisco come una persona che dice (dice) di volere i bambini felici possa sostenere una teoria secondo cui la pedofilia è sana e normale.
    E’ il caso di porsi delle domande.

  18. “Elisabetta (Julie Vignon) Scrive:
    27 luglio 2012 alle 23:54
    @Laura, immaginavo dove volesse andare a parare. Ma poteva parlarne senza quotarmi e porre una domanda capziosa che mirava a portare il discorso dove lei voleva. […] E personalmente a questo gioco, ormai vecchio, che esce fuori ogni volta si parli della violenza maschile sulle donne, io non mi presto. Saluti signora Laura.” ——–
    Capzioso? Mistificare? No affatto, e questo invece conferma A ME purtroppo che quando una donna la pensa diversamente dalla “sorellanza” semplicemente o viene ignorata o viene derisa o viene screditata o se tutto ciò non proprio non porta frutti, viene fatta tacere con metodi al limite della legalità. O anche oltre la legalità. Dipende dalle valutazioni che ne verranno fatte successivamente. Credevo che questo fosse uno spazio democratico, non un luogo a senso unico. Per carità, forse mi sbagliavo, ma sa, vorrei specificare che è la violenza che è entrata in casa mia, e non viceversa, dunque cerchiamo sempre di scindere chi aggredisce da chi è aggredito (parlo a livello personale). Perchè se qualcuno si lamenta pubblicamente di aggressioni o altro poi non può (e non deve) usare gli stessi strumenti (la violenza) per far valere e far pre-valere le proprie idee. Anche lei con questa risposta – e me ne dispiaccio sinceramente perchè credo nel dialogo costruttivo e nello scambio di esperienze per migliorare e migliorarsi, mostra ahimè il suo limite. Non ci sono provocazioni e non intendevano esserci, bensì solo fatti reali; tuttavia immamgino che le sia stato vietato “dalla regia” mostrarsi anche minimamente solidale con chi è “diversa”, quindi la comprendo e non gliene vorrò. Buona continuazione.

  19. Indecente, veramente indecente. Quest’articolo è frutto di quella sottocultura che attanaglia le pseudo femministe della sinistra. Basta già notare il titolo e l’icona accanto per capire dove l’articolo vuole andare a parare:
    1. “prima donne e bambine”, ma perchè i bambini (al maschile) forse non hanno diritto di cittadinanza? non devono essere tutelati in quanto bambini solo perchè di sesso maschile?
    2. la figura con sfondo viola raffigura indiscutibilmente una mammma e una bimba, i bimbi maschi ne sono esclusi.
    Basta questo per capire con estrema lucidità di che pasta è fatta la fattura di questo articolo e il pensiero della scrittrice.
    Provo vergogna a vedere e leggere queste sciocchezze scritte da quella testata di giornale che dovrebbe essere la punta di diamante della cultura libera, non di parte, della sinistra e dell’Italia tutta.
    Vergogna, provo io solo vergogna per chi scrive queste cose.
    Cordiali saluti

  20. Alla fine, per cercare di capire un po’ le varie esplosioni nel blog della Betti — ho deciso di andare a vedermi il vimeo sulla Della Monica – la senatrice PD presentato alla Commissione Giustizia del Senato gli emendamenti al ddl 957 sulla modifica dell’affido condiviso (legge 54/2006).

    Scioccante? No … non penso. Da rimbecilliti, quello si’. Rinvangare la storia – che alla fine mostra una specie umana da far paura—per creare un contrasto con le iniziative politiche di Della Monica e’ segno di cervelli di un Dio minore. La gente che ha creatro il capolavoro nel vimeo – quella e’ gente che si dovrebbe avere sotto cura dello psicologo (pesudo!) Richard Gardner che marketizza la sua ‘teoria scientifica’ del PAS.

    Direi pure che questa e’ la gente che si impadronisce di un problema molto importante, e universale — il minimizzare i traumi nella crescita ottimale di bambini che dovrebbero essere i soggetti delle prossime generazioni – e trivializza il problema che ogni famiglia potenzialmente confronta con il paragone vacuo e derisorio tra la Della Monica e gli eccidi di specie.

    L’impeto sarebbe di dire di buttare fuori dalla rete web questi imbecilli, non perche’ non hanno diritto ad esprimere le loro opinioni, ma perche’ cio’ che esprimono, e come lo esprimono, sono offensivi a qualunque forma di dignita’ umana. Certamente sono offensivi verso i bambini che confrontano i problemi seri di uno sfaldamento della loro famiglia ma le cui esperienze sono infangate da ‘opinioni’ come quelle espresse nel vimeo.

    I bambini.

    Non mi sembra che tutto questo baccano con accuse e contro-accuse che si leggono nel blog abbiano un fondamento valido – e per valido intendo consistenza logica e congruenza empirica … nel contesto finito della nostra conoscenza degli ‘affari umani’.
    Vengono presentati 5 punti:

    1) bigenitorialità
    2) affido condiviso
    3) ascolto del Minore sempre
    4) pas
    5) affido condiviso del Minore al genitore violento, padre o madre che sia.

    Se qualcuno dovesse avere dei problemi con 1-3 lo dica – apertamente e chiaramente. Nel blog sembra esserci un consenso di base su 1-3. E i tre punti riflettono le esperienze di diversi paesi – tra cui gli USA.
    Gridare contro i principi del punto 5 – violenza del genitoreche danneggia lo sviluppo del bambino – e’ non-razionale. Il principio vale – non ci sono ‘ma’ e ‘se’. Cio’ che e’ problemtico e’ definire / identificare / osservare la violenza; capirne le radici multiple che si ramificano nella psicologia, nella sociologia, nell’economia, nella cultura, nella storia del pezzo di terra dove il bambino si trova accidentalemnte con la sua famiglia; e tracciare la causalita – il meccanismo causale della violenza che lega i genitori e il bambino.

    Questa e’ ‘roba’ complessa, difficile da catturare e da capire, e molto piu’ difficile da spiegare, in parte perche’ e’ la stessa nozione (entita’) di famiglia che cambia, e nel cambiare crea conflitti nuovi. Cosi’ mentre una volta si poteva parlare con piu’ facilita’ di ‘violenza’ nella famiglia perche’ i ruoli e le convenzione erano piu’ fisse, nel contesto di oggi con separazioni e divorzi in aumento dappertutto parlare — definire / identificare / osservare – di violenza nella famiglia e’ piu’ difficile. Piu’ difficile non significa impossibile.

    Si puo’ trarre beneficio da esperienze di altri paesi, che magari hanno cominciato ad affrontare il problema prima (nel tempo). E le esperienze mostrano una varieta’ ricchissima: separarsi o divorziare in un paese scandinavo non e’ lo stesso fenomeno di separarsi o divorziare negli USA … o qualunque altro paese. La diversita’, e ricchezza, di esperienze storiche suggeriscono un qualcosa di molto importante – che ci possono essere meccanismi causali (psicologi, sociologi, economici, culturali, ecc,) diversi … e che quindi non c’e’ un solo meccanismo (monocausale) che spieghi il fenomeno legati a violenza, famiglia, bambini.

    Quest’ultima considerazione lascia perplessi (almeno e’ cosi’ per me) sulla logica e sul contenuto del punto 4 – la PAS. L’innesto della PAS (come teoria scientifica nel campo della psicologia) per giustificare la bigenitorialita’ (e affido condiviso) mi sembra essere ad hoc. Peggio, mi sembra inopportuna e inutile, e se rve solo a istigare conflitti tra i genitori—conflitti di cui i bambini possono farne a meno. In particolare, la PAS stabilisce che il genitore che ha avuto assegnato il bambino istiga odio nei confronti dell’altro genitore. Non sequitu: e siccome in passato e’ stata la donna ad aver affidato il bambino, allora e’ la donna l’istigatrice …come dicevo, un non-sequitur.

    E’ possibile che cio’ avvenga? Possibile, si. Si puo’ costruire un modello teorico complicato quanto vuoi. La domanda cruciale, pero’ e’: E’ probabile che cio’ avvenga? E quali sono le probabilita’che avvenga? Con quale intensita’, o frequenza? E chi dei due – padre o madre – mostra una propensita’ piu’ alta a istigare? … di piu’? … Sono le probabilita’ di istigazione piu’ alte in alcuni paesi che in altri? E se lo sono, quali sono le ragioni.

    Queste domande suggeriscono che le risposte non possono essere monocausali – dalla psicologia (pseudo) del Gardner. Le risposte comprendono (si estendono a) i vari campi della conoscenza – nelle scienze sociali e umane. E sono tutte risposte parziali, frammenti di conoscenza da prendere con le pinze. E anche risposte che possono cambiare nel tempo – o perche’ le domande cambiano, o perche’ i modi (metodologie) per arrivare alle risposte cambiano pure.

    Da questa fragilita’, passare dalla conoscenza delle scienze (naturali, sociali, ecc.) a proporre, e offiire, raccomandazioni di politiche che investono individui (genitori, bambini), gruppi (famiglie nucleari e non), ecc., mostra hubris non perdonabile.

    Leggere che il ddl 957 – cosi’ immenso nelle sue ramificazioni – veniva giustificato col lavoro di Richard Gardner in psicologia fa venire il crepacuore a qualcuno che di scienze sociali se ne intende un po’. Primo perche’ Richard Garner e’ un ‘nessuno’ nel campo della psicologia, e sfido a trovare tracce di ricerca da parte di studiosi seri e preparati che hanno usato gli sproloqui del Gardner. Vero’ e’ che ha avuto un articolo-saggio (l’unico nella sua vita) in una rivista con peers review (cioe’ accettato da un paio di psicologi), ma ch conosce il mondo della pubblicazione in riviste professionale sa che c’e’ sempre una probabilita’ – piccola – che un saggio sfugga alla critica ‘feroce’ dei colleghi. La probabilita’ che un errore sia stato commesso nell’accettare un articolo diminuisce se l’autore riesce a pubblicare altri articolo. Gardner non ha pubblicato nulla.

    Usare l’articolo di Gardner per dare l’impressione che il ddl ha una base scientifica e’ una decisione da imbecilli – di gente che si appropria di una qualche idea per corroborare cio’ in cui crede. Dire di aver dimostrato che il genitore che ha cura del bambino nella vita quotidiana istiga contro l’altro genitore e’ un qualcosa che non si puo’ rapportare a Gardner. In piu’, se volessi estendere l’idea di Gardner ad altre discipline come la sociologia e l’antropologia, ne verrebbe fuori un quadro che a quelli che si appigliano a Gardner per giustificare la bigenitorialita’ dispiacerebbe: la sociologia e l’antropologia darebbero un piu’ grande supporto alle teorie strutturali della famiglia dove e’ l’uomo che ha piu’ potere e lo esercita anche attraverso la violenza – che non e’ solo fisica.

    La PAS non ha stato scientifico – la scienza (come epistemologia, logica, metodologia, ecc.) e’ un qualcosa di diverso da cio’ che quelli che vogliono usare Grdner per suppoortare il ddl pensano. Se Gardner era povero nella sua concezione di scienza (ma era un positivista semplicione, come tanti altri nella sua epoca), gli sfruttatori italioti dell’idea del Gardner devono essere o ignoranti di cosa si reputa come ‘scienza’ (scentifico), o sono estrermamente intelligenti e scaltri. Non mi pronuncio.

    Per concludere, i punti controversi nel blog sembrano essere due:
    1) PAS
    2) affido condiviso del Minore al genitore violento, padre o madre che sia.

    Sull’uso e abuso della PAS non ci dovrebbero essere dubbi: dovrebbe essere elimanata dal DDL. Il suo spessore scientifico e’ virtualmente zero.

    Rimane problematico il punto 2, ma le risposte non sono date (quelle che ci piacciono di piu’ per qualunque idiosincrasia nostra). Le risposte devono essere trovate negli studi –seri –di varie discipline—psicologia, antrologia, sociologia, storia … ecc.

    Il problema cruciale e’ che la violenza, in tutte le sue forme, e’ violenza ed e’ inaccettabile.

    • G.le Salvo, la ringrazio, non avevo visto il video che lei indica su vimeo dedicato alla senatrice Silvia Della Monica e non ho parole (questa volta davvero). Solo quel video dimostra chi sono queste persone e la confusione che regna in loro. Sono molto dispiaciuta perché tutto ha un suo limite. Grazie per il suo intervento.

  21. Certo, le donne devon parlare di oroscopi e ricette, mai prendere la parola contro gli uomini. Com’è che non ha finito l’intervento con un sano “Torni in cucina”?

  22. gentile signora luisa le mie sono delle domande (a cui attendo ancora risposta)…. non si deve sentire offesa se le ho chiesto da dove prende l’autorevolezza con cui si sente di parlare di certi problemi…. essere giornalisti smarca a smarcarsi rispetto a essere competenti di parlare di questo o quel problema? ha un curricula on line liberamente consultabile… solo per capire da che pulpito arrivano certe riflessioni tutt’altro che condivisibili e certe congetture? sono solo domande… sembrano acide … il realta sono domande ingenue e sono quelle che danno piu fastidio specie quando non si è in grado di fornire una risposta ….. se è cosi gentile di rispondere alle domande che le ho fatto capiamo tutti quanto ce da capire.. lei con i suoi articoli si racconta meglio di fa qualsiasi altro… e si racconta anche bene… vi saluto

  23. gentile signora luisa non mi ha toccato particolarmente il cumulo di sciocchezze che racconta in questo articolo… resto solo in attesa di capire se è competente a parlare di certi argomenti e o è solo un esperta… avevo rivolto a lei delle domande che ha sdisatteso… ha provato a scrivere qualcosa sulla particella di dio scoperta al cern di ginevra… e avrei piacere se il prossimo articolo puo raccontarmi qualcosa sul mio segno zodiacale … io sono scorpione… potrebbe ache raccontarmi come si fa la parmigiana… resto in atessa di queste e altre domande che le ho gentilmente esposto… sempre che la mia violenza non l’abbia impaurita….

  24. articolo 3 costituzione italia + il resto della costituzione Italiana + affido condiviso reale ben descritto da Marino Maglietta + carcere per chi fa denunce strumentali + punire chi pratica la PAS = figli felici

  25. @Laura, immaginavo dove volesse andare a parare. Ma poteva parlarne senza quotarmi e porre una domanda capziosa che mirava a portare il discorso dove lei voleva.
    Mi ha chiesto quale sarebbe stata la mia opinione nel caso in cui alle donne venisse fatta violenza da altre donne in virtù del loro genere. Io le ho cortesemente risposto impiegando tempo e risorse, seppure limitate.

    Per quanto riguarda il resto; qui nessuno e nessuna ha mai affermato che le donne non siano capaci di violenze e stalking nei confronti di uomini o altre donne (vediamo quante altre volte dovremo ripeterlo).
    Ma tali comportamenti criminosi non sono di norma riconducibili ad una prospettiva di genere.

    Ciascuno e ciascuna di noi ha a disposizione tutele giuridiche, spesso lacunose o perfettibili, per proteggersi da qualsiasi tipo di aggressione o violenza.
    Ma dobbiamo tenere conto delle violenze perpetrate per motivi razziali, o di genere, violenze contro chi ha orientamenti differenti dall’eterosessualità e via discorrendo. Sono violenze, queste, ben specifiche, che hanno radici profonde nelle culture e nelle società, e che necessitano di un approccio e di competenze specifiche per poter essere prevenute.
    In questo spazio si parla di femminicidi, stupri, stalking, discriminazioni: le vittime sono, torno a ripeterlo e lo può constatare da statistiche, rapporti internazionali, o semplicemente leggendo le cronache quotidiane, prevalentemente donne.
    In questo spazio, mi pare si discuta di questioni di genere. Il tema dell’articolo è chiaro e non si può perdere tempo a specificarlo ulteriormente; è qui sopra, scritto in italiano e lineare.
    Parlare di altro vuol dire non voler affrontare l’argomento o peggio mistificarlo; se non si vuole affrontarlo nessuno e nessuna è obbligato ad intervenire, a meno che l’intenzione sia proprio quella di deviare l’attenzione su altro. E personalmente a questo gioco, ormai vecchio, che esce fuori ogni volta si parli della violenza maschile sulle donne, io non mi presto.
    Saluti signora Laura.

  26. Posso dire che si sta andando clamorosamente fuori tema ? Io credo alla buona fede di chi commenta qui nel blog. Di tutti, a prescindere dalla “fazione” a cui appartengono. Si raccontano fatti personali, anche gravi, che sono un esempio di come le cose, nelle famiglie, possono andar male. Ma a parte la sensazione spiacevole che una storia toccante può dare, in Italia la famiglia è ancora una cosa seria, e ci si vuol bene parecchio. Io ho la fortuna di avere due genitori uniti (hanno appena comiuto i 50 anni di matrimonio), e nonostante io sia separato ho imparato da loro che l’amore è importante almeno quanto il restare in vita. Le due cose sono imprescindibili. A che serve scazzarci tra noi ? Secondo me a niente, finiremo col rimanere ognuno nelle rispettive posizioni, e non avremo imparato nulla. Gli emendamenti del PD e dell’IDV avranno il loro naturale decorso, ma una cosa non è ancora chiara: la L. 54/2006 è nata per produrre più amore e solidarietà, ma qualcuno l’ha trasformata in uno strumento per produrre odio e diffidenza tra i generi. Questo qualcuno si chiama Magistratura, una casta di burocrati ben pagati che se ne frega dell’amore. Quello, è roba da gente comune. Come noi. Smettiamo di giudicare e giudicarci, pensiamo ad amarci un pò. Tutti noi abbiamo una faccia simpatica (Luisa Betti ha un faccino delizioso) da spendere. Spendiamola, sdrammatizziamo e seppelliamo le polemiche con un sorriso. Vi voglio bene. Antonio

  27. @ Elisabetta (Julie Vignon) Scrive:
    la sua risposta la trovo molto corretta tranne in questo passaggio in cui lei, diciamo, denuncia di non essere proprio imparziale, ovvero
    “[…] con orde di donne misogine o maschiliste che sul web perseguitano altre donne le quali si battono per i diritti civili delle stesse […]”

    Perchè solo “misogine” o “maschiliste”?
    Perchè non “femministe” o “miasndriche”?
    Ocon quali termini le dovrei chiamare?
    Donne che, alla pari dei più beceri e violenti maschi, si aggregano in bande ed assieme attuano dei metodi intimidatori, minacciosi e scorretti fino a giungere ad una violenza psicologica continua (soprattutto), perptuata con ingiurie, difffamazioni, dileggi, insulti e chi più ne ha più ne metta?
    Ma perchè una donna che subisce violenza da un uomo ha diritto alla solidarietà delle altre donne ma una donna che subisce lo stesso trattamento da una o più donne invece no?
    A me spiace davvero usare questo termine “femministe” perchè nutro profondo rispetto per il femminismo ma per quello “sano”… quello che davvero porta in sè il germe della parità e dell’uguaglianza.

    “(se lei dovesse aver subito stalking digitale da parte di una donna avrebbe naturalmente tutta la mia solidarietà, per quanto possa valere)”
    Per quel che vale? Intanto la ringrazio per la solidarietà 🙂
    La risposta è SI ho subito stalking digitale (e non solo) pesante e reiterato da parte di un gruppo di donne e potrei raccontare molto sulle strutture alle quali mi sono rivolta per avere sostegno. Spero con tutto il cuore che altre donne vittime di stalking che si sono rivolte a queste strutture (per situazioni diverse dalla mia) abbiano trovato maggiore assistenza e più serietà di quella che ho constatato io. Perchè se una donna che si sente minacciata da qualcuno che le fa violenza viene trattata come me, beh allora tutte le donne che subiscono stalking sono sicuramente cadaveri che camminano.
    Le auguro una buona serata.

  28. Signora Luisa, io la stimo e la rispetto ancora di più per l’esempio di sopportazione (più che democrazia, perché la democrazia non ammette l’aggressione né fisica né verbale) che sta dimostrando pubblicando commenti di una gratuita violenza verbale e ferocia e di una maleducazione senza pari.
    Se questi sono i padri separati che non hanno avuto l’affido condiviso, non ho più neppure la necessità di leggere gli atti o parlare con le loro ex mogli per capire che o si faceva come dicevano loro oppure partivano le rappresaglie intollerabili.
    Gli incivili capissero che le leggi si fanno per i civili e che gli incivili le devono rispettare.
    I toni di questa campagna per questi padri separati qui hanno trasceso ogni limite.
    Spero che qualcuno intervenga a riportarli alle maniere civili quanto prima perché così rendono impossibile, asfissiante, l’aria a tutti.

  29. @Laura “Quoto quanto detto da Elisabetta.
    Senta Elisabetta: e quando tutto questo viene compiuto contro donne ad opera di altre donne?
    Sarei curiosa di conoscere la sua opinione in merito.”

    Signora Laura, è un fatto che la violenza di genere, che si attua anche attraverso le pratiche documentate nell’articolo di Luisa Betti, è perpetrata dagli uomini, con un’irrilevante presenza femminile che ovviamente nessuno intende deresponsabilizzare (non l’ha fatto Betti, non lo faccio io), e colpisce prevalentemente le donne, alcune volte anche gli stessi uomini (soprattutto i bambini, basta vedere quanti femminicidi hanno coinvolto minorenni, per non parlare dei traumi subiti dai bambini vittime di violenza assistita). Se un giorno dovessimo trovarci a fronteggiare un fenomeno di pari proporzioni e uguale natura, con orde di donne misogine o maschiliste che sul web perseguitano altre donne le quali si battono per i diritti civili delle stesse, la sostanza del mio primo post non cambierebbe di una virgola. Certo necessiterebbe di ulteriori riflessioni adeguate alla novità di tale involuzione, ma per ora siamo nel campo di un’ipotesi estremamente forzata. Preferisco discutere di una realtà urgente e gravissima.
    (se lei dovesse aver subito stalking digitale da parte di una donna avrebbe naturalmente tutta la mia solidarietà, per quanto possa valere)

    @Fabio: non dubito che si chiami davvero Fabio, e anche se così non fosse poco importa insomma. Le ho chiesto se fosse un blogger che ho avuto modo di seguire per una semplice omonimia di nome e consonanza di idee e linguaggio, questo è tutto.
    Di che miseria parla? Il mio intervento era nel merito, la domanda “personale” che le ho fatto era peraltro racchiusa tra parentesi, il che dovrebbe essere indicativo di quanta importanza le abbia attribuito io, e la sua risposta lo è di quanta gliene ha data lei.

    Per tornare al merito (l’argomento dell’articolo sono i metodi a dir poco esecrabili utilizzati sul web da chi ostracizza i movimenti per i diritti di donne e bambini, non la “censura”): al momento non esiste nessun reato di istigazione alla violenza di genere (via internet, via telefono, via televisione, con i cartelloni per strada, via megafono, ecc.). Credo sarebbe un primo passo, opportuno, da fare.
    La cultura non la cambiano certo le leggi (ne esistono anche troppe, peraltro ingiuste a mio avviso), ma certo la cultura non può non tenerne conto e confrontarvisi.
    L’Onu nelle raccomandazioni Cedaw scrive che in Italia la violenza maschile sulle donne è “socialmente legittimata”. Iniziamo a chiederci (io la faccio da tempo) come questo avvenga e come porvi rimedio.
    Riguardo alla sua opinione per cui “chi ti clona non spegne il tuo sito”, sì, non lo “spegne”, ma ad esempio può dirottare le donne che cercano un centro anti-violenza su un motore verso un sito clone in cui si trovano contenuti che invitano le stesse a non rivolgersi a tali centri. Il fake non chiude il sito originale ma gli sottrae buona parte delle visite.

    P.s. credo che abbia utilizzato il termine “meme” in un’accezione errata, o finora ne ho travisato io il significato

    • Gle “mercenario” non c’è bisogno che ripeta 3 volte il suo post. Non sono 24 su 24 al blog, come già spiegato più volte. Tutta questa rabbia e foga in alcuni commentatori è davvero imbarazzante. Per sua informazione non sono né profumatamente pagata né scrivo su commissione: ha sbagliato sia la persona e che il luogo. Grazie

  30. Fa davvero ridere che i commenti negativi a questo post vengano da uomini. Ridere? Scusate, volevo dire, riflettere!
    Fa riflettere che il femminismo sia additato come qualcosa di negativo (in fondo il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981, che bisogno abbiamo del femminismo in questo paese?), che spuntino fuori addirittura 4 mila donne violente (riportate in un blog gestito dalla “setta dei padri separati”, senza alcuna fonte ufficiale, e senza nessun riscontro ad un minimo approfondimento). E tutti a difendere la libertà di espressione di queste pagine.
    Perfetto, ci sto, difendiamo queste pagine.
    Io però me ne apro una in cui dico che è giusto stuprare i bambini, e un’altra in cui dico che è necessario sodomizzare gli uomini. No? Beh, ma l’avete detto voi che la libertà di espressione non si tocca! Ah, giusto, dimenticavo, libertà di espressione per gli uomini che si occupano di offese e delitti rivolti a persone, e le donne non possono assolutamente rientrare nella categoria persone!
    I “poveri padri separati” privati dei figli dalle “mamme cattive cattivissime” non esistono. A questi individui non importa nulla dei propri figli, il loro unico interesse è mettere a posto queste donne che hanno osato ribellarsi al sistema patriarcale sfidando la loro autorità, facendoli passare per cretini davanti ad amici e parenti. Mi spiace, poveri padri separati, avete rotto. Io queste cose le ho vissute da figlia, sono cresciuta senza un padre perchè il mio si è totalmente disinteressato di me e dei miei fratelli una volta che non è riuscito a costringere mia madre a tornare con lui, utilizzando la violenza psicologica su di noi. “E diglielo alla mamma che torniamo insieme”, e non avevi il coraggio, a 5 anni, di rispondere “No perché la tratti male?”. E chi l’ha visto più, e chi ha avuto un solo abbraccio o un solo centesimo. Andate a fare pietà a qualcun altro, chè questo maschilismo ha rotto, quasi quanto le 92 donne uccise da uomini dall’inizio dell’anno.
    Saluti

  31. Luisa Betti, per favore, moderi il suo linguaggio, non è gentile dare dell’ ignorante a chiunque non in accordo con le sue opinioni. Mi piacerebbe tanto poterLe “mostrare” quello di cui sono capaci quell’ ammasso di parassiti incompetenti e raccomandati personaggi chiamati “Giudici”, “Avvocati” “assistenti sociali” “educatori”, ecc, poichè credo che Ella, per suffragarli, sia all’ oscure di parecchie faccende. La volgarità di qualcino che L’ ha offesa non può essere una bandiera…nè per noi nè per Voi..Ossequi.

    • G.le Sergio, la informo che è leggermente confuso in quanto è stata la sottoscritta ad essere tacciata di ignoranza e che la mia è stata una doverosa e fin troppo educata risposta al signor Pietro, quindi la invito a moderare il suo di linguaggio e di leggere più attentamente i commenti se vuole intervenire in maniera congrua. Grazie

  32. “anche se poi ci sono certe donne che girano per strada vestite, o meglio SVESTITE in modo oltremodo provocatorio…” Cara signora Anna da Savona, quella “vecchia maniera” qui mi sembra lei. “Abbiamo voluto la parità ci stiamo ancora battendo per la parità”, ma allora dimostriamo che questi stereotipi non esistono più, che la minigonna è stata sdoganat 30 anni fa.
    A mio avviso, signora Anna, lei fa un torto agli uomini descrivendoli come creature subumane incapci di trattenere i loro istinti di fronte ad un paaio di gambe. Sono certa che molti uomini si sentiranno offesi di sentirsi etichettati in tal modo, oltre tutto da una donna che si dichiara per la pari dignità fra i sessi. Non offenda gli uomini, signora Anna, non è un metodo “per finire la guerra”.
    Ma, poi, quale guerra, la guerra tra chi?
    Io non capisco questa faccenda della “violenza sommersa” che non viene fuori: chi è che la sommerge? Dove sono i cadaveri di questi uomini uccisi dalle mogli? Chi ci sarebbe a capo di questo complotto che occulta i corpi?
    Questo business degli assegni di mantenimento, dove sono tutte queste donne ricche coi figli parcheggiati dai nonni, se le satistiche parlano di povertà diffusa proprio tra le donne separate? Tutti questi padri parcheggiati alla Caritas, quando la Caritas stessa ha dichiarato più volte che non è vero? Anche la Caritas fa parte del complotto? E chi altro?
    Ma vi sembra possibile, nel mondo in cui viviamo oggi, dove proprio grazie al web più nulla è sommerso, neanche nei paesi in cui vige una severa censura, vi sembra possibile una simile strage silenziosa di uomini che solo qualche sito coraggioso svela (senza peraltro citare altre fonti se non siti analoghi?)
    Quale occulta potenza veicolerebbe l’informazione ufficiale?

  33. Sign.rina Betti,

    io come attivista mi sento molto offeso da quello che ha scritto: nella conclusione lo trovo addirittura di livello “ideologico nazista strafottente”. -> “Chi tocca la Pas ci rimane secco: che sia davvero una malattia?”.

    Non mancherò sicuramente di denunciare, con le mie opinioni, “il sistema mangia bambini che lucra sulla disgregazione famigliare, in particolare gli appoggi politici del quale gode, questo mercato economico, coltivato e protetto politicamente a vantaggio di ben note caste professionali.

    Il “tanga” alla “paternità separata italiana” non riuscirete mai a metterglielo, sarete voi a finire in mutande; l’alleanza con il mondo omosessuale nelle “artefazioni di necessità di nuovi diritti” vi ha cortocircuitato fino all’estremismo umano sociale sessuato.

    Spero anche che i vs “protettori politici” se ne vadano dal partito storico dei lavoratori, perchè essendo anche lavoratore mi SENTO OFFESO DUE VOLTE e spero anche che dai giornali dei lavoratori scompaiano le figure delle “gender giornaliste”, ulteriori figure professionali gender sovvenzionate esplose negli ultimi anni…

    Molto distinti saluti

  34. IDV Toscana, mi scusi non avevo visto la sua domanda..

    Riassumendo:
    – io dico che la violenza contro le donne fatto grave da sopprimere nulla ha a che vedere con l’affidamento condiviso;
    – lei mi chiede come faccio a sostenere ciò.

    Io sostengo ciò in quanto penso che:
    a chi fa violenza sulle donne, a chi la fa sugli uomini, a chi è mafioso, a chi mette le bombe, a chi spara, a chi fa le rapine ecc.. ecc.. ecc. gli si deve togliere la libertà, che qui alle volte sembra di essere nel paese “dei balocchi”.

    Con questo non voglio dire che le pene devo essere dure, siamo in un paese civile e avanzato e le pene devono essere serie che è un’altra cosa, non che chi è condannato a 30 anni dopo 10 tra attenuanti condoni prescrizioni e chi più ne ha più ne metta è fuori. Serietà vuol dire certezza della pena.

    Una volta che il soggetto è dentro, di certo non mettiamo dentro anche il figlio per garantire la bigenitorialità, al limite il soggetto detenuto e/o l’altro genitore qualora lo ritenga opportuno fa domanda al giudice il quale valuta se concedere un diritto di visita.

    Ora come ben saprà il “diritto di visita”, attualmente, viene usato in contesti ben differenti… e non aggiungo altro.

    Cordialmente la saluto.

  35. I commentatori ‘fumantini’ sembrano molto punti nel vivo e dimostrano una singolare violenza verbale.
    Non mi risulta che i padri separati normali (ovvero non violenti) mistifichino dati e considerino normale insultare chi osa contraddirli fino ad arrivare a velate (manco tanto) minacce.
    Forse è il caso di aprire gli occhi e capire chi c’è dietro e cosa davvero voglia chi si proclama a favore della famiglia ma chiede la diminuzione dei diritti di donne e bambini.

  36. gentile signora e o signorina luisa a mio modesto parere lei con questo articolo non mostra di essere innovatrice in niente… pensa che i lettori a cui si dovrebbero rivolgere gli articoli che lei scrive siano stupidi?semplicemente lei se la canta e se la suona come gli pare in nome di una corrente innovatrice che non è innovatrice di niente ma che al contratrio vuole continuare a sostenere su un sistema che riguarda la tutela dei minori e dell’affido di essi che è palesemente ingiusto soprattutto ingiusto per i figli,le ovvie implicazioni di un sistema ingiusto sono il buisness che ne consegue che fa muovere milioni di euro di buisness e le caste che si dissetano di questo buisness (sempre fiorente anche con l’attuale crisi economica in corso)non sono interessate ai bambini e o alle donne ma sono semplicemente interessati a fare in maniera tale che questo buisness non muoia… … gentile signora nessuno è stato violento con lei nel dissentire con fermezze che il suo articolo non fa informazione ma fa formazione pilotata …. vi avevo rivolto delle domande a cui non avete dato risposta… le riformulo… basta essere un giornalista per parlare di tutto anche di materie dove spesso per parlare basta autoattribuirsi un esperienza (mai misurata oggettivamente da nessuno neanche da un titolo di studio specifico) e in nome di questa esperienza (vera e o presunta)parlare di questo e o quel fatto di una certa importanza?
    esiste ancora un limite tra essere competenti a parlare di un certo argomento e o essere semplicemente esperti… cioe ci si smarca dalla competenza che bisogna avere per parlare di certi argomenti con la scusa di essere giornalisti esperti?
    gentile signora perchè non ha scritto un articolo sulla particella di dio… perchè non si occupa degli orsoscopi perchè non scrive su argomenti di cronaca rosa… infondo lei non mi sembra che sia un avvocato e parla di leggi giuste e o sbagliate… lei non è uno psicologo criminolo e riesce a dire che tante persone di questo o quel gruppo sono persone etc etc etc … lei non è uno statistico e cita numeri a caso senza fornirne la fonte… del resto farebbe probabilmente come giornalista la stessa bella figura che ha fatto con la scrittura su queste problematiche se lei scrivesse un articolo sulla particella di dio scoperta al cern di ginevra perche immaggino che come non è un avv come non è uno psicologo come non è unoi statistico non è neanche un fisico… al di la del fatto che lei ha trattato alla corlona certe problematiche con questo articolo e riuscita a fare anche peggio di quello che fanno gli uomini a suo dire violenti di certi gruppi dove questi scrivono … mi chiedo… per quale motivo gli psicologi che sono negazionisti della PAS non vanno in televisione e ci mettono anche la faccia e un nome mentre si lasciano andare a certe esternazioni?
    chirameamente mi aspetto che psicologi che prendono una posizione palesemente in antitesi rispetto a quella presa dall’ordine degli psicologi rispeto alla 54/2006 questo intervenga e inviti il dissidente ad abbandorare l’ordine degli psicologi…
    l’ordine fa un patto in rappresentanza dei suoi iscritti tra le istituzioni a cui riferise e l’utenza a cui si rivolge… un codice deontologico è l’unico motivo che giustifica l’esistenza degli ordini… se l’ordine detta dei comportamenti i suoi iscritti lo devono accettare in toto senza se e senza ma altrimenti non ha un senso avere degli ordini di categoria.
    ripeto… lei come giornalista sara (e lo è sicuramente)anche brava personalmente non condivido il suo modo di fare informazione e sicuramente le testate su cui lei scrive venderanno una copia in meno quella che io non comprero…quest articolo lo conservero con molta cura e lo daro in lettura alla mia mamma alle mie sorelle alle mie zie ai mie fratelli alle mie amiche e a tutti i mie conoscenti U e D e ne daro amplia diffusione… come daro amplia diffusione ad articoli e proposte di legge fatti da chi la pensa in maniera diversa dal sottoscritto… non ce modo migliore per contrastare certe ideologie se non utilizzando le stesse parole che questa usa per sostenersi… con questo vi saluto e vi auguro buon natale

    • G.le Pietro, questo suo accanimento e queste sue continue offese nei confronti della mia persona mi fa sorgere una domanda, ovvero che forse lei è stato toccato in maniera diretta da questo mio articolo? Grazie

  37. Egregia Betti

    trovo l’immagine incriminata (“fuori dal partito chi fa male ai bambini”)..
    la apro e leggo:

    PER UN AFFIDAMENTO REALMENTE CONDIVISO
    E PER REALIZZARE I DIRITTI DEI FIGLI:

    • Far ricadere sui figli le responsabilità della separazione
    o collocarli al centro della coppia?

    • Piazzarli in una casa sola
    o farli sentire a casa loro in entrambe le case di papà e mamma?

    • Dividere i compiti di cura tra i genitori
    o far pagare un genitore dall’altro perchè provveda a tutto?

    • Far vivere la quotidianità con entrambi i genitori
    o continuare con il diritto di visita?

    • Informare la coppia tempestivamente sulla mediazione
    o lasciarla andare a scannarsi in tribunale?

    • I nonni dei figli dei separati sono risorse affettive
    o meri pagatori di rate del mutuo della casa?

    Noi, diciamo NO agli emendamenti killer del ddl 957 presentati da un drappello di Senatori del PD, che vogliono restaurare la gestione esclusiva dei figli ad un solo genitore dopo la separazione.

    Noi diciamo a questi signori FUORI DAL PARTITO! — ”

    ………………….

    lei dice: * Si fa presente che il titolo di questo articolo, “Fuori dal web chi istiga alla violenza”, è stato messo come “significativo contraltare” al commento messo e pubblicato accanto alla foto della senatrice Silvia Della Monica che recita: “Fuori dal partito chi fa male ai bambini

    egregia, la contrapposizione è errata, perchè chi non vuole la bigenitorialità, ostacola i nonni, è contro l’affido condiviso ecc.. indubbiamente fa male ai minori, ma non di certo devono uscire da un partito, sarebbe auspicabile uscissero proprio dal Senato.

    ………………..

    fatta questa premessa, io personalmente ritengo inutile tutta questa bagarre che si sta facendo.

    non vedo nel suo articolo nulla riguardo gli emendamenti presentati dalle varie parti in questione, nulla che sia riconducibile al discorso principale.

    ..poi ovviamente ognuno fa il giornalismo che gli pare

    cordialmente la saluto.

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