PAS: esempi esemplari

 

PAS, dall'acronimo di Parental Alienation Syndrome

La guerra che si sta consumando sulla Pas (Sindrome di alienazione parentale) e il tentativo del ripristino della patria potestà in Italia che passa attraverso la proposta di ben 5 ddl (4 al senato e 1 alla camera, di modo che almeno uno di questi passi), sta scatenando un attacco frontale a tutte le professioniste che si occupano di diritti di donne e minori, e che stanno cercando di spiegare quali potrebbero essere gli effetti devastanti nel caso questa prassi passasse come norma di legge. Tutta l‘informazione a tambur battente fatta qui (e altrove) su  femminicidio, violenza domestica, stupro, violenza assistita sui minori, non ha suscitato neanche in minima parte la reazione che si è creata nel momento in cui (qui e altrove) si è cominciato a parlare di PAS e di patria potestà. Per non sottostare al silenzio forzato che ci vorrebbero imporre e cercando di schivare gli strali avvelenati che sono arrivati direttamente, pubblico senza commento, l’interrogazione parlamentare presentata da Giuliana Carlino (che ha ritirato la sua firma dal ddl insieme al senatore Stefano Pedica), e pubblicamente consultabile online, da cui si può meglio dedurre di cosa si parla concretamente quando si nomina la parola PAS, una “malattia” inserita spesso qui in Italia nelle CTU degli psicologi incaricati dai tribunali, là dove in Spagna un medico o uno psicologo che facciano della diagnosi di questa malattia  possono essere denunciati al rispettivo Ordine Professionale.

Grazie

Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Atto a cui si riferisce:

(…)  [Utilizzo della parental alienation syndrome nelle cause giudiziali di separazione]
Atto Senato
Interrogazione a risposta scritta (…) presentata da GIULIANA CARLINO 

(…)

CARLINO – Ai Ministri della giustizia e della salute – Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

nel gennaio 2011 un’assistente sociale, una dirigente dei servizi sociali ed una psicologa operanti presso l’Asl (…), hanno inoltrato alla Corte d’appello di Firenze ed al Tribunale dei minori di Firenze, apposite relazioni in cui diagnosticavano la presunta e controversa sindrome della “parental alienation syndrome” (PAS) su una minore, proponendo con urgenza l’allontanamento della piccola dalla casa materna, dove tuttora è collocata, e la decadenza della patria potestà della genitrice; la madre ha proceduto ad una querela presso la Procura di Livorno (…), chiedendo al Sindaco e alla responsabile dei servizi sociali del Comune la sostituzione delle operatrici per il loro operato pregiudizievole e asserendone la mancanza di obiettività. Il pubblico ministero presso il Tribunale di Livorno chiedeva tuttavia l’archiviazione in quanto riteneva che le tre operatrici avessero esposto una valutazione professionale. La madre faceva opposizione alla richiesta di archiviazione (…), argomentando come la valutazione professionale avesse incluso la diagnosi di una patologia non formalmente riconosciuta ed anzi oggetto di forte contestazione nella letteratura medico-scientifica sia in Italia che all’estero;
in data (…) la dirigente dei servizi sociali e l’assistente sociale convocavano la piccola e la sua mamma allo scopo di fare un incontro protetto con il padre. Vista la reazione ostile e spaventata della bambina che, per l’ennesima volta, opponeva un netto rifiuto all’incontro con il padre, le due operatrici avrebbero provveduto a stilare una relazione in cui accusavano la madre di aver tenuto un comportamento non collaborativo. A giudizio della donna, invece, esse si sarebbero rivolte in maniera offensiva alla madre, la quale procedeva con ulteriori denunce e richieste di sostituzione. In data (…), infine, il giudice delle indagini preliminari accoglieva la richiesta di archiviazione, accettando le motivazioni del pubblico ministero; va tenuta presente la circostanza che la bambina avrebbe confidato a più persone di avere subito molestie dal padre, ma il consulente tecnico d’ufficio, all’epoca incaricato di analizzare la situazione familiare, non aveva considerato credibile tale accusa. Anche sull’assunto di queste conclusioni, il PM di Pisa ha infatti chiesto e ottenuto l’archiviazione delle denunce di abuso;

valutato che:

si assiste sempre più frequentemente all’utilizzo, nella cause giudiziali di separazione, della citata PAS al fine di decidere sull’affidamento dei figli. Tale sindrome, tuttavia, non è comunemente riconosciuta come verificabile né attendibile da ampia parte della comunità scientifica internazionale. Per citare alcune importanti prese di posizione in materia, si evidenzia che nel marzo 2010 l’Associazione dei neuropsichiatri spagnoli ha criticato ufficialmente il suo uso, sia psichiatrico che giuridico, e lo stesso Governo spagnolo ha indirizzato una nota ai professionisti del settore, onde evitarne l’utilizzo. Negli Stati Uniti d’America i procuratori di Stato hanno adottato nel 2003 una risoluzione al fine di non utilizzare la PAS nelle cause di affidamento di minori; il Dipartimento di giustizia del Canada, infine, ha emanato una direttiva suggerendo di ricorrere ai normali strumenti processuali già esistenti, che offrirebbero maggiori garanzie di scientificità. La PAS, non a caso, è stata definita da uno studio commissionato dalla NDAA (la più grande associazione dei procuratori di Stato americani) come uno strumento utilizzabile da un genitore per screditare accuse di abuso sessuale da parte del figlio e del genitore alienante. Secondo tale associazione la PAS costituirebbe una teoria non dimostrata, potenzialmente in grado di minacciare l’integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza di bambini vittime di abusi; tale patologia non è, dunque, riconosciuta unanimemente nel panorama internazionale e neppure nel mondo scientifico italiano: nondimeno, essa viene sovente prospettata, ed utilizzata nei casi di contenziosi di separazione afferenti all’affidamento dei minori e, non di rado, ove vi siano bambini che lamentano violenze ricevute da uno dei genitori,

si chiede di sapere:

se il Ministro della giustizia non ritenga di dover valutare la possibilità di attivare il proprio potere ispettivo presso il Tribunale dei minorenni di Firenze, allo scopo esclusivo di accertare se i servizi giudiziari abbiano proceduto secondo le leggi, i regolamenti e le istruzioni vigenti; se il Ministro della salute consideri compatibile con i doveri professionali del personale operante presso l’Azienda sanitaria locale di Livorno l’aver proposto l’allontanamento di una minore dalla casa materna, su controverse basi informative, scientifiche e conoscitive.

 

3 dei disegni di legge che contengono l’inserimento della Pas nella legge, consultabili sul web

Ddl 957

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00326101.pdf

Ddl 2800

http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/66229

Ddl 2454

http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/58047

17 pensieri su “PAS: esempi esemplari

  1. Anche questo post ha generato un vulcano che erutta commenti.
    Voglio lanciare un sasso nello stagno, con tutte le dovute cautele. A me sembra che la discussione sul presunto mancato riconoscimento scientifico della alienazione genitoriale sia male impostata. Chi afferma – come fa in Italia il dottor Andrea Mazzeo – che l’alienazione genitoriale non è una malattia psichiatrica riconosciuta forse non ha come finalità quella di marcare con la dovuta precisione i confini della scienza. Forse sta invece cercando di influire sulle decisioni dei magistrati che posti di fronte alla necessità di decidere una controversia sull’affido vorrebbero avvalersi di una consulenza psicologica. Affermare che l’alienazione parentale “è rigettata dalla scienza” serve ad impedire l’ammissione tra le testimonianze di un processo per l’affido dei figli del parere di un professionista della salute mentale sulla presenza o meno di una manipolazione dei minori da parte dei genitori. Ecco spiegato il motivo della virulenza delle critiche all’alienazione parentale.
    Ma a mio avviso dire che magistrati e operatori non possono avvalersi di una consulenza psicologica per accertare l’avvenuta manipolazione di un minore è la stessa cosa che dire che non devono fare nulla. Cioé significa sostenere che ai figli, tutto a sommato, essere manipolati contro uno dei genitori non fa male.

  2. Mi viene il sospetto che il Mazzeo sia solo in cerca di clienti. Ovviamente donne, perchè sono quelle che pagano meglio e subito. Mazzeo, smentisca, e per favore dica “qualcosa di scientifico” e socialmente utile….Non è che – sotto sotto – lei è invidioso del prof. Maglietta, che con la sua “povera” laurea in ingegneria è diventato un punto di riferimento insostituibile (e riconosciuto in tutti gli ambienti istituzionali) per la cultura della Bigenitorialità ?

  3. http://lnx.papaseparati.org/psitalia/images/stories/File/pdf/PAS_3.pdf
    UNA ANALISI COSTRUTTIVA DELLA INESISTENTE P.A.S. dove se leggete in molti punti non si esclude che il genitore non affidatario sia colpevole di abusi
    pertanto prima di fare di ogni erba un fascio esaminate caso per caso e non soffermatevi sulla opinione di un solo medico opportunista e in cerca di pubblicità, la frase Ci sto lavorando per un probabile libro bianco, ma vorrei davvero che qualche giornalista si mettesse d’impegno a smascherare la mistificazione sulla PAS., dice tutto sul Dr Mazzeo

    RIBOLLA CLAUDIO

  4. Dr Andrea Mazzeo LEI CERCA SOLTANTO PUBBLICITà di psicologi purtroppo che lavorano seriamente ve ne sono pochi ma quei pochi per fortuna hanno la capacità di sollevare la categoria dal livello.che voi cacciatori di nototietà, avete contribuito a portare verso il basso.
    Nella mia lunga battaglia per poter almeno rivedere mia figlia ho conosciuto molti psicologi del tribunale di genova massa e firenze (sia uomini che donne) che stranamente tutti concordavano nel fatto che mia figlia avesse subito un plagio evidente e che la madre ne fosse la artefice, io da buon padre non ho mai voluto portare via mia figlia dalla madre non ho mai agito legalmente contro di lei per evitare che mia figlia subisse il trauma dal distacco materno, e sono stato ripagato con la moneta dell’odio da parte di mia figlia esimio dottore Andrea Mazzeo dall’alto della sua immensa scienza cosa ho sbagliato? perchè mia figlia mi odia? perchè odia addirittura tutto quello che risale alla mia figura? anche la città odia, lei che dice che la sindrome di alienazione parentale non esiste vuole dire che io nonostante che decine di suoi illustri colleghi dicano che io sono un padre da prendere ad esempio positivo, nonostante le forze dell’ordine i vicini il sindaco le maestre le amiche di scuola il parroco il vescovo la comunità tutta dica che sono un padre con la P MAIUSCOLA, nonostante tutto questo io non vedo più mia figlia perchè con l’affidamento e la casa coniugale NON STO SUBENDO QUELLA CHE VIENE DEFINITA ALIENAZIONE PARENTALE O IN INGLESE P.A.S.

    GRAZIE ESIMIO DOTTORE PER LA SUA ILLUMINATA ANALISI

    RIBOLLA CLAUDIO

  5. ai detrattori della legge sulla p.a.s. io sono un padre definito modello non dai giudici ma da tutti genitori conosciuti negli anni scolastici(ero l’unico genitore che portava la figlia a scuola) e dai vicini di casa che non mi hanno mai sentito alzare il tono di voce ne essere stato mai aggressivo.Premesso questo ditemi come mai sono 4 anni che non vedo più mia figlia, quattro lunghissimi anni dove visto la lontananza e le mie ristrettezze economiche sono riuscito a vederla di nascosto e da lontano pochissime volte, lei mi odia nonostante fino ai 12 anni mi sia sempre stata appiccicata come una ventosa, non facevo passo che lei mi volesse sempre seguire, ecco adesso spiegatemi come mai una figlia che adorava il padre all’improvviso dopo che il giudice della separazione ha affidato la casa coniugale a me e la allora bambina dal venerdì alla domenica sera più un giorno infrasettimanale a scelta ,dicevo all’improvviso ha iniziato ad odiarmi e ad accusarmi di voler uccidere la madre ecc.. QUALCUNO DI VOI DETRATTORI DI QUESTA SINDROME MI DIA UNA RISPOSTA CONVINCENTE PERCHE’ IO NON COMPRENDO IL MOTIVO , ah dimenticavo dal giorno della sentenza mia figlia ha iniziato ad odiare i cugini gli zii i nonni e gli amici di scuola tutti coloro hanno un collegamento con la mia figura.
    se avete una soluzione voi ditemela io sento mia figlia ogni due tre mesi di più non mi concede per sentirmi insultare , accusare e odiare .,non sono l’unico padre purtroppo a subire queste violenze da parte della ex moglie ma è lapalissiano che le uniche a subire sono SOLTANTO LE DONNE ,NOI SIAMO FALSI E BUGIARDI NOI UOMINI FACCIAMO LE FINTE VITTIME, VI AUGURO DI NON PASSARE MAI QUELLO CHE STO PASSANDO IO NON VITTIMA DELLA ALIENAZIONE PARENTALE , VE LO AUGURO CON TUTTO IL CUORE

    UN PADRE RIDOTTO AL LUMICINO DELLA ESISTENZA

    RIBOLLA CLAUDIO

  6. Uno dei miei venti casi.
    Coppia milanese, lui sottufficiale dell’Aeronautica, lei educatrice in una scuola materna. Le violenze in famiglia, cui assistono anche i figli, cominciano dopo alcuni anni dal matrimonio, sino a culminare in minacce di morte che l’uomo fa puntando una pistola lanciarazzi contro la moglie. Lei va via di casa con i tre figli, denunciando le violenze. Viene poi a sapere da una sua amica che il marito ha fatto entrare in casa un’altra donna con la quale convive; si arriva alla separazione. La casa coniugale viene assegnata alla donna e ai tre figli; l’uomo sparisce dalla circolazione e per dieci anni non dà notizie di sé né versa una lira di mantenimento. Si sa in seguito che si è congedato e si è messo a lavorare come camionista.
    Ricompare dopo dieci anni, spalleggiato da una psicologa milanese che sostiene di averlo in psicoterapia (come faccia lo sa solo lei visto che adesso l’uomo vive nei pressi di Forlì e che per il lavoro di camionista è sempre in giro per l’Europa) e che adesso ha delle buone capacità genitoriali.
    In virtù della legge 54 la separazione viene riaperta; inevitabile CTU e ineffabile psicologo che ovviamente diagnostica la PAS a tutti e tre i figli (19, 16 e 12 anni) e suggerisce gli incontri protetti con queste parole: “Va innanzitutto creata una motivazione affinché i figli desiderino in qualche modo incontrare il padre”.
    Questa di creare la motivazione, cioè indurre il desiderio, è uno dei precetti della PNL; sono le tecniche dei venditori, le tecniche di marketing con le quali le multinazionali inducono i consumatori a desiderare prodotti di cui non hanno alcun bisogno.

  7. @Gianmaria: non potete conoscere il caso a Firenze perché il caso non è di Firenze.
    In quel caso, che conosco, c’è già stata una CTU che ha escluso che ci sia la PAS. Il padre, insoddisfatto, si è rivolto a un barone universitario che, senza conoscere né la bambina né la madre ha fatto a tutte e due la diagnosi di PAS, e alla madre ha pure diagnosticato la sindrome di Munchausemn per procura e la sindrome della madre malevola; ripeto, senza nemmeno conoscerla.
    La madre non si è messa affatto a “denunciare tutti” ma sta subendo, e la bambina insieme a lei, la tortura di una seconda CTU che non si capisce cosa dovrebbe accertare in più rispetto alla prima; se la PAS non c’era allora non c’è nemmeno adesso. La madre è docente di discipline scientifiche nelle scuole superiori, commissario agli esami di maturità; se fosse una “pazza”, come lei dice, non potrebbe insegnare né sarebbe stata nominata commissario agli esami di maturità.

  8. Le associazioni che aiutano a costruire false accuse di pedofilia al fine di alienare i bambini e privarli dei loro papà hanno bisogno di tentare di negare che questo è un abuso sull’infanzia. Ovviamente la magistratura non ci casca, e allora l’unica soluzione è l’allontanamento.

    Questo sporco gioco è un gravissimo abuso contro bambini innocenti. Io penso che ci voglia la pena di morte, ma siccome viviamo in uno stato di diritto il da farsi è denunciare questi figuri per concorso o favoreggiamento nei reati 572, 388, 368, 111 del codice penale.

  9. se un genitore è falsamente accusato non c’è alcun bisogno di parlare di PAS. False denunce e calunnie sono già reati puniti dalle leggi vigenti

  10. e se la PAS esistesse per davvero? se un genitore fosse falsamente accusato di abusi sessuali? questa eventualità non viene completata dalla forcaiola Betti? meglio un innocente in galera che un colpevole in libertà è il nuovo motto del Manifesto?

  11. Da molti anni, purtroppo, sulla PAS si sta facendo molta disinformazione. Per brevità, e scusandomi per l’autocitazione, rimando al sito che sto costruendo sulla PAS: http://www.alienazionegenitoriale.org/index.html
    La questione è la solita: il denaro; in un recente articolo (ovviamente i sostenitori della PAS non hanno bisogno di leggere articoli scientifici, sanno già tutto) gli autori scrivono che se si vuole comprendere il senso del sostegno alla teoria della PAS bisogna seguire la pista del denaro (http://www.jaapl.org/content/40/1/127.full). Sono americani, docenti all’Università del Kentucky, e credo che non sappiamo chi è stato Giovanni Falcone; eppure hanno usato le sue stesse parole di quando parlava della mafia.
    Il movente è il denaro.
    Un famoso processo milanese, nel quale un principe del foro ha tentato l’arma della PAS contro la donna che aveva denunciato il padre dei suoi figli per abusi sessuali sulla bambina di 2-3 anni, si è concluso con la condanna definitiva dell’uomo a 6 anni di reclusione; alla donna il tutto è costato 148.000 euro.
    Un’altra vicenda, non ancora conclusa, è costata sinora alla donna 80.000 euro; non ci sono abusi ma violenza intrafamiliare e l’uomo ha già una condanna a 6 mesi. Nonostante tutto servizi sociali e compagnia continuano a sostenere che il bambino, che ovviamente rifiuta di avere a che fare con un padre violento, è ammalato di PAS.
    Sono ormai 20 i casi che conosco, uno più drammatico dell’altro. Ci sto lavorando per un probabile libro bianco, ma vorrei davvero che qualche giornalista si mettesse d’impegno a smascherare la mistificazione sulla PAS.
    Sulla bigenitorialità: la legge 54 sancisce che è un diritto del bambino; la lettura che invece ne viene fatta in alcune vicende separative è quella di un dovere del bambino e di un diritto dell’adulto. Su questo si gioca tutto, trasformare il diritto del minore in un suo dovere. Chi dice che la legge 54 non viene applicata mente sapendo di mentire, perché viene applicata in tutti i tribunali italiani.
    L’affidamento condiviso non è stato concesso solo in casi di violenza intrafamiliare o di abusi sessuali sui figli minori; alcuni dei padri che non hanno ottenuto l’affido condiviso si sono riuniti nelle associazioni dei padri separati e fanno tutto il baccano che stiamo vedendo.
    Nei convegni cui sto partecipando molti giuristi dicono chiaramente che la legge 54 non ha bisogno di modifiche; chi sostiene i progeti di modifica non ha alcuna formazione giuridica. Chi ha scritto i vari progetti di legge (o almeno chi sostiene di averli scritti), dal 957 al 2454, dal 2800 al recentissimo 3289, per non parlare di quelli che giacciono alla camera (2209 e simili) e che sono la fotocopia uno dell’altro, non è un giurista ma un ingegnere, il Prof. Marino Maglietta, già docente di Fisica della materia all’Università di Firenze. Dobbiamo dar retta ai giuristi o agli ingegneri?

  12. A Firenze conosciamo il caso. È una pazza che su consiglio di un avvocato A.C. ha fatto stuprare la figlia per costruire una falsa accusa di pedofilia e ora si è messa a denunciare tutti per impedire che la magistratura protegga la bambina.

    Speriamo che la salvino presto e mettano in galera questi farabutti

  13. In un conflitto fra un genitore e lo Stato, io istintivamente mi fido piu’ dello Stato … ma e’ materia altamente complessa lo ammetto.

  14. Tramite una Donna che sta già subendo questa violenza pur non essendo ancora legge conosco cosa significhi PAS e come sia poi difficile dimostrare il contrario dopo che hanno iniziato il percorso e quanto “ignoranti” siano le Assistenti sociali…ago fondamentale della bilancia in questi casi. Pertanto il coinvolgimento deve essere a 360 gradi…mondo politico…associazioni….avvocati…..centri antiviolenza perchè questa è una violenza!!!

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