Oggi al senato si gioca su bambini e bambine

Contro il ddl 957 sono presenti blog e gruppi di controinformazione sul web e su Fb

Oggi, in queste ore, la Commissione giustizia del Senato discute il ddl 957, un controverso disegno di legge che reintrodurrebbe il concetto di patria potestà cancellata dalla normativa sul diritto di famiglia del ’75, e introdurrebbe la Pas (Parental Alienation Syndrome) come norma di legge. Per esteso i due punti recitano: “Il figlio è soggetto alla potestà dei genitori sino all’età maggiore o alla emancipazione. La potestà è esercitata di comune accordo da entrambi i genitori. In caso di contrasto su questioni di particolare importanza ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei. Se sussiste un incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio, il padre può adottare i provvedimenti urgenti ed indifferibili” – il padre ma non la madre (Art. 316, Esercizio della potestà dei genitori), mentre sulla Pas recita: “Il comprovato condizionamento della volontà del minore, in particolare se mirato al rifiuto dell’altro genitore attivando la sindrome di alienazione genitoriale, costituisce inadempienza grave, che può comportare l’esclusione dall’affidamento”. La Pas è una sindrome inventata dallo psichiatra Richard Gardner, figura poco ortodossa nel contesto scientifico, che che sostenne come “non vi fosse nulla di particolarmente sbagliato nella pedofilia, incestuosa o meno”, che “Uno dei passi che la società deve fare per fare i conti con l’attuale isteria è venirne fuori e assumere un atteggiamento più realistico verso il comportamento pedofilo” (in “ Sex Abuse Hysteria – Salem Witch Trials Revisited”, e che “La pedofilia è una pratica largamente diffusa e praticata tra letteralmente miliardi di persone”, e che intervistato su cosa avrebbe dovuto fare una madre se il suo bambino avesse lamentato di subire abusi sessuali da suo padre, Gardner replicò: “Cosa dovrebbe dire? Non dire queste cose di tuo padre. Se lo farai, ti picchierò” (dal blog “Bambini coraggiosi” di Roberta Lerici). Il concetto di sindrome di alienazione parentale, o genitoriale (PAS) è stato negli ultimi dieci anni sottoposto a rigorose verifiche scientifiche, sia di parte psichiatrica sia di parte giuridica e già nel 2002 la Prof.ssa Carol Bruch, docente di discipline giuridiche all’Università Davis della California, concluse che la PAS non ha né basi logiche né tantomento scientifiche: “La PAS come è stata sviluppata e descritta da Richard Gardner non ha né logica, né una base scientifica”; mentre l’APA (American Psychological Association) ha declinato di esprimersi sulla PAS, ma ha sollevato preoccupazioni sulla sua mancanza di dati di supporto e per come il termine viene usato. In Spagna lìAssociazione Neuropsichiatrica Spagnola (AEN) ha raccomandato ai suoi iscritti di non usarla in quanto “non ha alcun fondamento scientifico e presenta gravi rischi nella sua applicazione in tribunale”. In Italia, d’altro canto, viene già spesso usata nei tribunali soprattutto nel caso in cui uno dei due genitori viene accusato di violenza domestica, e serve per sollevare il sospetto che il genitore maltrattante sia in realtà messo in cattiva luce dal coniuge. E questo sia si tratti di un padre che di una madre abusante, anche se nella maggior parte dei casi sono le madri a essere vittime di violenza domestica. L’affido condiviso, giustamente applicato in Italia dal 2006, instaura una bigenitorialità sacrosanta ma nel momento in cui siano presenti violenze, maltrattamenti, abusi, sufficientemente documantati, può non essere applicato. Questo ddl e quindi la Pas, farebbe un salto ulteriore, dando comunque al padre, ma non alla madre, la possibilità di agire nel caso sussista “un incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio”, e veicola legalmente la Pas, che già adesso viene usata acriticamente nei tribunali, per rigettare segnalazioni di maltrattamenti domestici che già ora le donne stentano a far presente per paura di perdere i figli. In Italia e in Europa, come scrive l’avvocata Barabara Spinelli – dossier per l’Onu “Femicide and feminicide in Europe. Gender-motivated killings of women as a result of intimate partner violence” – il 70% dei femmicidi è legato a violenza domestica, mentre è ancora attuale la ricerca del progetto Daphne III, Spettatori e Vittime: i bambini e le bambine che assistono ad un atto di violenza, lo subiscono, (Save the Children e Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Regione Lazio), per cui delle 7 milioni di donne che tra i 16 e i 70 anni hanno subito una violenza fisica (18,8%), sessuale (23,7%), psicologica (33,7%) o stalking (18,8%), ce ne sono sono quasi 700mila che avevano figli al momento della violenza, con un totale di circa 400mila bambini che hanno assistito a violenze. Marcella Pirrone, avvocata del Coordinamento Internazionale dell’Associazione italiana “D.i.Re” (Donne in Rete contro la violenza) all’interno della Rete Europea dei Centri antiviolenza Wave (Women against Violence Europe), ha stimolato e messo a punto una ricerca, Joint Custody and Domestic Violencein Europe, con avvocate di altri 11 paesi europei (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Austria, Serbia, Portogallo, Italia, Belgio, Armenia, Irlanda), coordinata dall’ufficio Wave, che ha un osservatorio di 4.000 centri antiviolenza in Europa. Pirrone dice che “Quando si parla di violenza assistita il sommerso è enorme e non solo in Italia. A questo si aggiunga che, oltre alla violenza fisica e sessuale, molti danni vengono provocati dalla violenza psicologica o economica, e a volte è vero un supplizio. I minori si abituano a convivere con questa situazione ed è come avere una giostra nel cervello. Già a 2 o 3 anni i bambini percepiscono esattamente quando sta per scoppiare una violenza in famiglia e si preparano: rifiutandosi di allontanarsi dalla madre, pretendendo di dormire con lei, oppure si nascondono sotto il letto, mentre se sono più grandi cercano di tutelare la madre, di non uscire di casa per paura che la violenza si scateni, e possono anche intromettersi direttamente per difenderla. Il problema più grande è nei tribunali – conclude Pirrone – dove si consumano delle vere e proprie tragedie perché a volte si impone il genitore violento anche se c’è un grave pregiudizio e anche se il minore esprime la volontà di non vederlo: in Portogallo c’è stato un caso in cui un padre, pur avendo una sentenza di condanna penale per abuso sessuale sul figlio, poteva vedere il minore perché il giudice sosteneva che fosse più importante la ricostruzione della figura paterna che non il rischio. Mentre in Italia una bambina abbandonata dal padre, sparito quando lei aveva due anni, è stata costretta ad andare un anno dallo psicologo per un percorso di preparazione perché dopo 9 anni il padre si era ricordato di lei, un padre che è riscomparso dopo pochi incontri minando la psiche della ragazzina”. Il gruppo di ricerca adesso sta lavorando anche con l’Australia dove l’affido condiviso c’è da 20 anni e perché, a differenza dell’Europa che applica la legge  da circa 10 anni, ha già sotto occhi gli effetti devastanti di una mancata regolamentazione e valutazione del rischio in caso di violenza. Un rischio che in Italia andrebbe ad aumentare non solo la violenza domestica (che è il 70-80% della violenza di genere globale) ma anche, e di conseguenza, il femminicidio.

Sulla incostituzionalità del ddl 957 e per un quadro internazionale, riportiamo quando scritto dall’avvocata Barbara Spinelli, Giuristi Democratici – Piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”

Affido condiviso: il ddl 957 viola i diritti di donne e bambini, il Senato rispetti le Raccomandazioni ONU

Il giorno 5 giugno 2012 è prevista la ricalendarizzazione alla Commissione Giustizia del Senato, in sede referente, del disegno di legge 957 in materia di affido condiviso. Questo disegno di legge ha come scopo la modifica della legge n. 54/2006 in materia di affido condiviso. Sulla dubbia costituzionalità del testo e sulle enormi criticità delle disposizioni che vorrebbe introdurre, si sono già ampliamente espresse, anche in sede di audizione parlamentari, associazioni importanti come l’AIAF e l’OUA.
 A me in questa sede interessa evidenziare come già la legge 54/2006, allo stato dei fatti, si presenti come gravemente lesiva dei diritti fondamentali di donne e bambini, ed in particolare presenti profili di illegittimità costituzionale alla luce dell’art. 16 della Convenzione ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione dei confronti della donna (CEDAW). In particolare, già nel Rapporto Ombra sull’implementazione della CEDAW in Italia redatto con la Piattaforma “30 anni CEDAW: Lavori in corsa”, abbiamo osservato come (e cito integralmente) “l’attuale disciplina sull’affido condiviso, non prevedendo esplicitamente che nei casi di maltrattamento, abuso dei mezzi di correzione, violenze sessuali, violenze fisiche, deve essere escluso l’affido condiviso, da un lato viola i diritti dei minori a una vita libera da ogni forma di violenza, dall’altro non tutela le donne vittime di violenza domestica ed anzi le espone ad un incremento del rischio di violenza da parte dell’ex coniuge a causa della gestione condivisa dei minori imposte dalla legge. In Italia non è ancora un dato acquisito dai tribunali, dai servizi sociali e dall’opinione pubblica il collegamento diretto tra la violenza subita dalle madri e le gravi conseguenze di tipo psicologico, fisico, sociale e cognitivo sui figli, nel breve e lungo termine. Anche il rifiuto del bambino di incontrare il padre maltrattante o abusante viene spesso interpretato dai giudici e dal servizio sociale come condizionamento psicologico del bambino ad opera della madre (PAS- Parental alienation syndrome). Il mancato riconoscimento del confine tra violenza di genere e conflittualità coniugale determina la stigmatizzazione della donna che denuncia la violenza subita su di sé o sui propri figli in sede di separazione, poiché ci si aspetta che la donna aderisca alla logica della composizione familiare. Qualsiasi tentativo da parte della donna di far emergere il vissuto di violenza che ha caratterizzato la vita coniugale viene interpretata dalle difese dei padri separati (nell’ambito dei procedimenti di affido) come una finzione inscenata dalla donna al fine a eludere la legge sull’affido condiviso, motivata dalla sindrome di alienazione parentale”. Il disegno di legge n. 957, andrebbe ad aggravare questo quadro già di per sé plumbeo.
 Sempre citando il Rapporto Ombra:
Padri e madri hanno entrambi e insieme un ruolo da svolgere verso i loro figli, e sarebbe veramente pericoloso, anche sul piano sociale, se mediante l’approvazione di tale disegno di legge si desse spazio a “guerre di parte” dei padri contro le madri, fondate su motivazioni che riguardano gli aspetti economici della separazione, e non le esigenze dei figli . Questo disegno di legge, promosso con forza dalle associazioni dei padri separati, se approvato,determinerebbe una condizione della donna separata di sudditanza nei confronti dell’ex coniuge, e della sua famiglia di origine. Infatti la donna per ottenere l’affido condiviso non solo dovrebbe conciliare i propri interessi con quelli dell’ex coniuge, ma anche con quelli dei nonni, ai quali con la nuova legge verrebbe riconosciuta la possibilità di agire in giudizio per affermare il proprio diritto di visita. Questo significa una ulteriore limitazione per la donna nella scelta del luogo dove radicare la propria vita e i propri interessi dopo la fine del matrimonio. Inoltre, per mantenere l’assegnazione della casa familiare in caso di affido condiviso, la donna dovrebbe rinunciare a radicare in quella casa una nuova convivenza more uxorio. E’ evidente che questo disegno di legge chiede alla donna, se vuole restare madre affidataria, di rinunciare a ricostruirsi una nuova vita affettiva. L’ex coniuge in questo modo, mediante il ricatto dell’affido condiviso, mantiene di fatto un controllo fortissimo sulla nuova vita della sua ex moglie. Questo controllo, oltre a essere eccessivamente limitativo della sfera di autodeterminazione della donna in condizioni di normalità, costituisce un vero e proprio fattore di rischio di rivittimizzazione per quei casi in cui la donna abbia denunciato l’ex coniuge per violenza e, nel caso lo stesso abbia ottenuto comunque l’affido condiviso, si trovi costretta al suo controllo. La proposta di legge, qualora approvata, obbligherebbe anche la donna che ha subito violenza ( e l’ha denunciata) a sedersi a un tavolo con il proprio aggressore e contrattare con lui le condizioni dell’affido, perché la mediazione sarebbe obbligatoria anche nei casi in cui la donna ha subito violenza. Oltre a non prevedere la violenza di genere come causa di esclusione dell’affidamento condiviso, il disegno di legge 957 chiede il riconoscimento della sindrome di alienazione genitoriale (PAS) come causa di esclusione dell’affidamento. Valutare l’affido dei bambini sulla base di una sindrome non riconosciuta nell’albo psichiatrico, portata avanti in America e ora anche in Italia dalle organizzazioni dei padri separati, significa privare i bambini della possibilità di difendersi nei casi di violenze subite dai padri. In pratica significa che in qualunque procedimento di affido, se il bambino rifiuta di vedere il padre e se viene denunciato un abuso, un atto di pedofilia o di molestia sessuale, il padre ricorrerà alla PAS per dire sempre e comunque che si tratta di “condizionamento della volontà del minore” da parte della madre. Con l’ulteriore grave conseguenza che, sulla base della diagnosi di una malattia che non esiste (in quanto non è inserita nel DSM), il giudice, senza poter valutare altri elementi ai sensi dell’art. art. 155 c.c., in violazione delle garanzie costituzionali ex art.111 Cost. , sarebbe costretto ad escludere la donna dalle decisione relativi ai figli e dal diritto di visita nei confronti dei figli”.
 In Italia dietro ad un numero significativo di separazioni e divorzi si nasconde l’addio di una donna ad una situazione di maltrattamenti, molto spesso violenze morali ed economiche che i figli hanno sistematicamente subito, assistendovi, che la donna, per una serie svariata di motivi, sceglie di non denunciare. Di questo pregresso, per quanto non denunciato, si dovrebbe però tenere conto in sede di affidamento dei minori. Spesso non è così. Anzi, in Italia accade ben di peggio. Accade che, anche davanti a ex coniugi condannati per reati gravi, quali maltrattamenti ed altre forme di violenza nelle relazioni di intimità, spesso agite nei confronti della partner, ma alle quali sistematicamente spesso hanno assistito anche i figli, assorbendo e subendo i danni di quel clima, i magistrati valutino questi soggetti maltrattanti genitori “adeguati”. E’ così che, anche davanti al netto rifiuto dei minori, questi vengono comunque obbligati per legge a continuare la convivenza anche con quel genitore del quale evidentemente hanno paura, e che spesso li userà come strumento per continuare indirettamente lo stalking e la violenza psicologica nei confronti della ex. Tutto questo perché la legge non prevede esplicitamente come causa di esclusione dell’affido condiviso neanche la condanna passata in giudicato di uno dei coniugi per reati che integrano violenza nelle relazioni di intimità (maltrattamenti, stalking ecc.). Tantomeno alla condanna definitiva per questi reati si associa ex legela sospensione o la decadenza dalla potestà genitoriale. Così però dovrebbe essere in un Paese civile, che davvero voglia fare qualcosa di costruttivo e di sensato per prevenire il femminicidio (in aumento quelli commessi nel momento in cui la donna decide di separarsi, spesso con i figli come vittime collaterali) e garantire in concreto il diritto di donne e bambini a una vita libera dalla violenza. A ricordare alle Istituzioni questa precisa obbligazione assunta attraverso la ratifica della CEDAW (nel lontano 1985) è proprio il Comitato CEDAW, che nella raccomandazione n. 50/2011 rivolta allo Stato italiano si è detto “preoccupato per la mancanza di studi sugli effetti di questo cambiamento legale, in particolare alla luce di ricerche comparative che indichino gli effetti negativi sui minori, specialmente sui bambini più piccoli, in caso di imposizione dell’affido condiviso”. Il Comitato inoltre ha espresso la propria preoccupazione “per il fatto che, nell’ambito dei procedimenti relativi all’affido condiviso, in caso di presunti episodi di abuso sui minori, possano essere prodotte consulenze basate sulla dubbia teoria della Sindrome da Alienazione Parentale”. Il Comitato CEDAW nell’Osservazione conclusiva n. 51/2011 ha chiesto all’Italia di “valutare le modifiche normative in materia di affido condiviso dei minori, attraverso studi scientifici, al fine di valutare gli effetti di lungo termine sulle donne e sui minori, tenendo in considerazione l’esperienza registrata negli altri Paesi su queste problematiche”. Peraltro l’Italia ha firmato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla Prevenzione e la Lotta alla Violenza nei confronti delle donne e sulla Violenza Domestica, che, quando verrà ratificata, imporrà alle Istituzioni italiane, ai sensi dell’art. 31, sia l’adozione di le misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che l’esercizio dei diritti di visita o di custodia dei figli non comprometta i diritti e la sicurezza della vittima o dei bambini, sia di garantire che, al momento di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli, siano presi in considerazione gli episodi di violenza nei confronti delle donne e di violenza domestica. E allora noi società civile dobbiamo pretendere con fermezza che il Parlamento rispetti le Raccomandazioni ONU ed i principi e le linee guida sancite a livello internazionale circa la protezione di donne e minori in fase di separazione e divorzio. Due di questi sono imprescindibili: divieto assoluto di mediazione nelle ipotesi di violenza nelle relazioni di intimità, esclusione dall’affido del genitore condannato con sentenza passata in giudicato per fatti di violenza nei confronti dell’altro coniuge. Sulla riforma della legge sull’affido condiviso in senso garantista di questi principi dovrebbe discutere il Senato, e non certo su di un disegno di legge che introdurrebbe ulteriori e più gravi elementi di rivittimizzazione secondaria nei confronti di donne e minori, in aperta violazione di quelle raccomandazioni CEDAW cui i parlamentari avrebbero invece il dovere di dare attuazione. La Piattaforma CEDAW, i Giuristi Democratici e la società civile tutta dobbiamo mantenere alta l’attenzione per evitare che, nel più totale disinteresse istituzionale per il numero crescente di femminicidi che riempie le pagine di cronaca, attraverso l’adozione di questo disegno di legge si consumi l’ennesima forma di femminicidio istituzionale, che avrebbe ricadute dirette e gravissime sulla situazione di migliaia di donne e bambini.

36 pensieri su “Oggi al senato si gioca su bambini e bambine

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  3. leggo e sorrido amaramente…per nascondere l’allarme e l’angoscia che certa propaganda femminista radicale cerca di propinare.

    faccio salvi i casi in cui davvero le donne si sono trovate o si trovano in condizioni inaccettabili, a dover subire violenze o abusi.
    ma la violenza e l’abuso non hanno sesso…provocano solo conseguenze atroci su chi le subisce.
    coem se la violenza fosse solo fisica e non anche psicologica, come quella che alcune madri domiciliatarie della prole esercitano sui figli, forti della posizione di potere che questo ingiusto sistema culturalmente sessista elargisce.

    leggo certa propaganda dicevo e penso con terrore ai miei figli ed al loro futuro.

    un futuro fatto di nuclei familiari che si disgregano, di uno scontro fra sessi alimentato da un circuito di interessi vergognoso dove giudici svogliati, periti incompetenti, avvocati senza scrupoli, servizi sociali e case famiglia sono parti attive del “fiero pasto”

    ma che futuro è quello in cui i nostri ragazzi devono crescere domiciliati sempre e comunque con le sole madri , anche se una parte di queste non sono in grado di esserlo davvero.Con i padri resi genitori part-time da leggi e magistrati che si son dimenticati di esser stati figli di altri genitori. Padri resi poveri e sviliti nel ruolo, nella capacità economica e privati del quotidiano con i propri figli.

    è ora di finirla

    basta con la propaganda, basta con con il favorire gli interessi degli adulti, maschi o femmine che siano.

    sarebbe ora di pensare a come crescere al meglio i nostri figli, iniziando con il mettersi nei loro panni.

  4. che poi so benissimo che conta pure la qualità del tempo che passi coi figli, oltre alla “quantità” e magari i padri separati che scrivono su questo blog erano già presentissimi e premurosi coi figli anche durante le nozze ma se le associazioni dei padri separati vogliono davvero rilanciare il valore dell’essere padre allora parlino di congedi di paternità insieme a quelli di maternità, parlino di condividere l’accudimento della prole assieme alle madri, dicano che è un’ingiustizia che una lavoratrice precaria venga licenziata perchè incinta..se non lo fanno allora vuol dire che l’unico scopo di queste associazioni non è il bene dei bambini, ma rivalersi sulle ex mogli.
    Comunque per quanto riguarda la Pas, il problema è che questa molto presunta “sindrome” è stata usata per affidare i bambini a genitori violenti e abusanti…questo è sbagliato!

  5. ma tutta questa voglia di stare con i figli c’era pure durante il matrimonio? Perchè secondo le statistiche sono ancora le donne (in Italia) ad occuparsi di più dei figli o a rinunciare alla carriera o a ritardarla per stare coi bambini, pochissimi padri lo fanno. Non ho mai sentito le associazioni dei padri chiedere a gran voce congedi di paternità più lunghi per poter stare di più coi loro pargoli, sembra che tutto questo “amor paterno” salti fuori solo dopo la separazione.
    Capisco che chi si ritiene vittima di ingiustizie dica “me ne frego delle statistiche” ma la realtà dei fatti è che in molti casi i bambini sono “collocati presso la madre” già durante il matrimonio ma non ho mai sentito nessun uomo lamentarsi di questo, mai sentito nessun uomo dire “voglio aiutare mia moglie a prendersi cura dei nostri figli, voglio condividere con lei il lavoro di cura e sono disposto anche a mettere da parte la mia carriera, voglio congedi di paternità insieme a quelli di maternità”…io capisco che ci sono uomini che fanno lavori faticosi e quando tornano a casa non hanno la forza (sono figlio di un operaio tessile) ed ogni coppia si regola come vuole e può con i lavori di cura ma sinceramente non mi meraviglia che i figli restino alla madre il più delle volte dato che il più delle volte è la madre ad aver materialmente passato più tempo con loro.
    Sulla violenza, è vero che pure le donne possono essere violente, omicide bugiarde e quant’altro come gli uomini, siamo intellettualmente e moralmente pari nel bene come nel male..ma resta il fatto che sono ben poche le donne che arrivano ad uccidere l’ex amante/compagno/marito..e se è vero che ci sono donne ingiuste verso gli ex mariti è pure vero che ultimamente ci sono uomini che arrivano ad uccidere i propri figli (oltre a se stessi) come forma di vendetta verso la ex. Casi estremi, ma nessuno dei due sessi può dichiare una superiorità morale sull’altro.

  6. Questo e’ un paragrafo di Wiki sul PAS, dove il suo guro Richard Gardner viene discusso a riguardo delle sue carenze accademiche — carenze teoriche, concettuali, metodologiche. e empiriche. Oggi, se volesse prendersi un Ph.D. nel suo campo, se lo potrebbe sognare. Ne verrebbe fuori distrutto … e senza Ph.D.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Parental_alienation_syndrome

    Scientific status

    Gardner’s formulation of PAS is critiqued as lacking a scientific basis,[35][36][37] and as a hypothesis whose proponents have failed to meet the scientific burden of proof to merit acceptance.[6][35][37] The first publications about PAS were self-published and not peer reviewed,[8] and though subsequent articles have been published in peer reviewed journals, most have consisted of anecdotal evidence in the form of case studies;[38][39] in addition, the limited research into PAS has lacked evidence of its validity and reliability.[4][5] The lack of objective research and replication, falsifiability, and independent publication has led to claims that PAS is pseudoscience or junk science.[3][35][36] Proponents of PAS concur that large scale systematic controlled studies into PAS’s validity and reliability are required,[8][12][40] supplementing a single small study in 2004 which suggested practitioners could come to a consensus based on written reports.[28]

    The theoretical foundation of PAS has been described as incomplete, simplistic and erroneous for ignoring the multiple factors (including the behaviors of the child, parents and other family members) that may contribute to parental alienation, family dysfunction and a breakdown in attachment between a parent and a child.[8][13][31][38][41] In this view, PAS confuses a child’s developmental reaction to a divorce with psychosis, vastly overstates the number of false allegations of child sexual abuse, ignores the scientific literature suggesting most allegations of child sexual abuse are well founded and thus well-meaning efforts to protect a child from an abusive parent, exaggerates the damaging effects of parental alienation on children and proposes an unsupported and endangering remedy for PAS.[4][28]

    Concern has been expressed that PAS lacks adequate scientific support to be considered a syndrome and that Gardner has promoted PAS as a syndrome based on a vague clustering of behaviors.[8][15] Despite concerns about the validity of testimony regarding PAS, it has been inappropriately viewed as reliable by family court judges.[6] Proponents of PAS and others agree that using the designation of syndrome may be inappropriate as it implies more scientific legitimacy than it currently deserves.[19][24][40]

    While PAS is not accepted as a syndrome, parental alienation is a somewhat less controversial dynamic that has also appeared in the mental health and legal literature.[22][24] Since Gardner proposed PAS, other researchers in the field have suggested focusing less on diagnosing a syndrome and more on what has been described as the “alienated child,” and the dynamics of the situation that have contributed to the alienation.[13][24]

    Parental alienation syndrome – Wikipedia, the free encyclopedia
    en.wikipedia.org
    Parental alienation syndrome (abbreviated as PAS) is term coined by Richard A. Gardner in the early 1980s to refer to what he describes as a disorder in which a child, on an ongoing basis, belittles and insults one parent without justification, due to a combination of factors, including indoctrinati…

  7. Salvatore Pitruzzello
    Dio mio — ma che ti cerchi questi vespai?

    Ho dato un’occhiata veloce al primo ddl — in inglese verrebbe definito come ‘disgraceful’. Gente (individuo) che parla senza un minimo di “logica moderna” … che poi sembra essere la logica ‘naturale’ della specie umana come specie animale. Cioe’:

    (1) se vuoi affidarti ai risultati della ricerca scientifica, allora ne devi fare un ‘overview’ critico; non si puo’ dire Aritostele (Gardner) dice, io mi siedo sulle spalle del gigante (Aristotile / Gardner), e devo solo portare argomenti e ‘evidenza’ che supporta (corrobora) la mia posizione / argomento derivata dai giganti.

    (2) L’overview prima richiede la presentazione dei dibattiti teorici, e dove sono i dibattiti oggi. Esempio: il PAS non e’ riconosciuto come argomento teorico-scientifico dalla American Psychological Association e altre organizzazioni.

    (3) Il punto cruciale che segue e’ la definizione dei concetti, che non si puo’ fermare alla semplice dicitura tipo il PAS e’ … La definizione del concetto deve coprire 2 aspetti: i referenti, o fenomeni che vengono inclusi nel PAS; e le caratteristiche di ciascuno di quei referenti. Se si include ‘violenza sessuale’, si deve pure specificare quali sono le potenziali / possibili forme (manifestazioni), come si identificano (osservano), e come si ‘misurano’.

    (4) Leggere wikipedia su PAS ne viene fuori che infatti il lavoro di questo Gardner non si avvicina minimante ai criteri ‘scientifici’ che una disciplina privilegia. Il che non significa che la disciplina e’ Dio. Ma ci sono dei criteri — reproducibilita’, falsificazione, ecc.– che non si possono ignorare. QUesto Garner non ha una buona reputazione. Il primo articolo lo pubblico’ con i suoi fondi — non era peer reviewd. Si dice poi alcuni articoli furono pubblicati in riviste che usavano il peer review.

    (5) Ma il peer review non e’ condizone ne necessaria ne’ sufficiente per stabilire che un lavoro di ricerca e’ accettabile. Le storie sono infinite — e se si dovesse prestare attenzione al lavoro di gente che di teoria e metodologia (specilamente statistica) ne capisce, leggere che il 90% della ricerca teorica e empirica pubblicata in economia negli ultimi 50 anni dovrebbe essere rigettata … questo ti da’ un idea dei guai in cui questo Gardner sarebbe se qualcuno decidesse di fare un review critico del suo lavoro — lavoro che poi e’ usato nei tribunali … o da governanti. Vedi l’allegato per averne un’idea.

    (6) Questo sembra essere il punto cruciale per uno come me che nelle critiche meta-teoriche delle teorie e metodologie delle scienze sociali ci sguazza — per mia fortuna o sfortuna. UNa volta che si riesce a invalidare una ricerca (coerenza interna e congruenza empirica), convincere quelli interessati (quelli che la ricerca l’hanno sviluppata) non e’ facire. Giochi di potere non mancano. E’ peggio quando un argomento — erroneo — penetra la sfera politica. A quel punto le idee sono state regurgitate migliaia di volte, per cui cio’ che era un pezzo di ricerca diventa dogma. Il documento che ho letto da’ questa impressione … cioe’ si potrebbe (dovrebbe?) smantellare.

    La parte piu’ bella di questa storia: la lettura casuale in un’altro sito di un nuovo concetto. Cio’ che Garner confronto’, e dovette ritirare fu l’idea che le madri erano la forza che generava il PAS. Sembra che critiche (teoriche e metodologiche) lo forzarono a cambiare la sua posizione (strategicamene), e accettare la possibilita’ che ambedue i genitori potessero essere ‘causa’ del PAS. Stessa cosa nel ddl … ma … si parla pure (nel web) di
    … MMS (Malicious Mother Syndrome)

    http://www.fathersunite.org/MaliciousMomsStories/malicious_mother_syndrome.html

    🙂 Da morire!
    MALICIOUS MOTHER SYNDROME
    http://www.fathersunite.org
    Another syndrome — the divorce-related, malicious mother syndrome — has been identified in cases in which mothers not …

  8. Forse può interessare anche questa lettera che scrissi alsen Molinari mio concittadino

    29/06/2010 – 10.14

    Allora, come cominciare….podria anca parlar dialet perchè en fondo forse me spiegherie meio, ma credo sia meglio che scriva in italiano data la pseudo ufficialità della cosa.

    Le scrivo, perchè come cittadino rivano ( sono nato a Riva e faccio parte dei rivani doc in via di estinzione )la sento vicino, abitiamo a 500 metri di distanza e siamo nati nello stesso posto. L´ unica volta che ci siamo incontrati di striscio ufficialmente, è stato 33 anni fà perchè le avevamo chiesto di intercedere per la sala dell´ oratorio e fare un concerto di musica rock,all´ epoca una cosa di assoluta avanguardia,lei ci aiutò, e il concerto fù un grande successo. Se ci vedessimo, lei credo mi riconoscerebbe di vista, dato che come età, penso di essere massimo qualche anno più giovane di lei.

    Senza tediarla troppo vengo subito al dunque della mia missiva : Io sono un padre separato, e come molti nella mia situazione vivo una situazione di palese discriminazone di genere che la legge 54 del 2006 sull´ affido condiviso ha invano tentato di sanare.

    Le scrivo, più che a nome mio, immedesimandomi in mio figlio Aronne di cinque anni, con la speranza che lui trovi un sistema migliore, dove non debba, nel malaugurato caso, patire l´ ingiustizia che io, come tanti papà, oggi subiamo.

    In parlamento c´ è una proposta di legge recentemente calendarizzata : ddl 957. Questa proposta è stata pensata per migliorare la 54 e renderla meno interpretabile. Si tratta di evitare che un minore abbia un “collocamento” privilegiato, dandogli il diritto ad avere una doppia residenza a prescindere dai tempi di permanenza presso i genitori ( in Francia è già così da parecchi anni ) e inoltre correggerebbe l´ assegno di mantenimento ; i cosidetti “alimenti,” privilegiando una partecipazione diretta alle spese e inducendo così una partecipazione attiva da parte di entrambi alla vita dei figli.In più toglierebbe la discriminazione che costringe i piccoli nati fuori del matrimonio ad essere considerati di serie b e dover adire al tribunale dei minorenni al posto di quello ordinario.

    Io non sò come la pensi lei a proposito di questi temi, però sono sicuro che questo “gap” culturale tra la società civile e i tribunali sia ormai palese, e che lei, abbia la sensibilità di analizzare questa proposta di legge Immedesimandosi nel disagio ( a volte disperazione ) della maggioranza dei papà costretti a firmare consesuali che consensuali non sono, e anche nell´ idealismo di quelli che si azzardano a chiedere una giustizia che si risolve sempre nell´ applicazione della prassi ( fine settimana alterni e un pomeriggio infrasettimanale coi figli ) riducendo i più sul lastrico.

    Purtroppo la tendenza televisiva da grande fratello è quella di far apparire sempre casi non rappresentativi, nascondendo la normalità dei più, che per rassegnazione si adattano a subire e Facendo inoltre passare troppo spesso la falsa idea di un popolo di casi limite, che se va bene, in percentuale, saranno forse il 5 per cento.

    Chissà perchè ? Forse perchè noi non siamo protetti da un sindacato che ci organizzi o forse semplicemente perchè non gli frega niente a nessuno di cose che non fanno “audience” . Le scrivo quindi per pregarla di seguire l´ iter di questa proposta di legge calendarizzata in aprile alla commissione giustizia del senato e aldilà degli esiti, di operare perchè almeno si crei una discussione seria su questi temi oltremodo importanti per i nostri figli….

  9. Io sono un padre separato e so solo io quello che ho patito per vedere mio figlio piccolo. Premesso questo, mi sconcerta come ogni volta che si cerca di discutere su delle modifiche alla legge dell’ affido condiviso salti fuori sempre la parola “violenza”. Personalmente credo, e sono sicuro di quello che penso, che questi casi non siano per nulla rappresentativi della realtà. Noi persone separate “normali” non siamo per nulla visibili sui media pur essendo la straultramaggioranza e dobbiamo subire la violenza delle persone che quasi morbosamente vedono i mostri dappertutto. Qui si tratta solo di cercare un pò più di equità anche ( a prescindere dai tempi di permanenza del minore ) finalmente dando il diritto ai bambini di avere la doppia residenza come da molti anni si fà in Francia. Comunque aldilà di tutte queste chiacchere si sà che poco o nulla è cambiato con la legge sull’ affido condiviso. La prassi dei tribunali è rimasta la stessa W.E. alternati e un pomeriggio alla settimana per i padri e assegno alla madre. Vedere un figlio piccolo in questo modo equivale spesso a diventare lo zio piuttosto che il padre.

  10. Io sono favorevole all’affido condiviso vero, la mantenimento diretto per il bene dei minori e dei genitori. Quello che sto vivendo sono minacce e ricatti che riflettono sul mio stato d’animo quotidiano. Tutto perchè ancora ci sono discriminazioni. Lotto per questo perchè mia figlia di 4 anni ogni volta che mi vede mi dice che vuole stare tanto anche con me. Tutte le lacrime di mia figlia spero che un giorno qualcuno le ripagherà amaramente per l’ingiustizia che nasconde il finto affido condiviso in Italia. Il domicilio prevalente è una presa in giro che fa decadere tutto il concetto di bigenitorialità.
    Per quanto riguarda la violenza in famiglia vi posso garantire che non sono sempre gli uomini ad essere violenti ma anche le donne. Io sono una vittima di violenze che devo portarmi dentro e ciò nonostante devo vedere mia figlia a rate. Smettiamola di fare distinzioni tra uomini e donne, siamo persone e nel mondo ci sono persone violente indistintamente dal sesso di appartenenza. Garantito! No al MEDIOEVO!

  11. Signore care, state realmente scherzando sulla pelle dei bambini. Di quale patria potestà state parlando. Sfido la Spinelli a spiegarmelo, in termini giuridici e non movimentisti. La Verità vera è che il mondo è cambiato. Che rafforzare la bigenitorialità è un bene per i bimbi. Escludere affidi condivisi e collocamenti presso la madre, con conseguenti erogazioni patrimoniali alla cieca, significa solo utilizzare indegnamente un figlio per ricatti economici e morali. Ovviamente si vedano le condizioni patrimoniali dei due genitori. Ma se queste non sono dissimili, sembra alla ragione della specie umana che i figli non paghino scelte (spesso femminili) prese dagli adulti. E che possano continuare ad avere un rapporto paritario con entrambi i genitori, che partecipino entrambi alle scelte, agli acquisti, ai progetti. Ognuno faccia, come deve, la sua parte.

  12. @Pippo e tutti quelli che cercano di farne una questione femminista o una questione politica legata all’IDV o a qualche personaggio che a turno si espone, vi sbagliate di grosso.
    La PAS è di fatto una teoria creata ad hoc da Gardner per inventare la tesi della falsa accusa quando si riscontrano tutti gli elementi tipici dei casi di abuso e di violenza assistita se non subita dal minore. Del resto si tratta di una strategia di difesa banale ma che funziona sempre. In mancanza di elementi più che oggettivi di riscontro, cioè quando ci sono semplicemente dei testimoni che accusano di avere subito violenze, si ribalta l’accusa puntando il dito e accusando a propria volta di falsa testimonianza.
    Lo fa un ladro accusando un altro di avere rubato, lo fa un assassino accusando un altro di avere premuto il grilletto. A chiunque che non sia un deficiente o un corrotto salta all’occhio come la vita intera di Gardner sia stata vissuta all’insegna della menzogna. E la stessa impronta la troviamo nella miriade di siti e di proclami pro-PAS. Basterebbe che senato e magistratura dessero un’occhiata in profondità per scoprire il mondo che si cela dietro certa propaganda per tirare le conclusioni. Basterebbe verificare le ramificazioni del pensiero pro-PAS verso la misoginia e l’antifemminismo estremista. Il femminismo, questo mostro!! Mi ci faccio una grassa risata. Solo gente malata non ci dorme la notte, solo gente malata va in TV a parlare di nazifemministe pagata con i nostri soldi. A volte rimpiango di essere in uno stato di diritto, perchè il buon senso mi suggerirebbe soluzioni spicce. Le appalterei a uno come Stalin, non perchè comunista ma perché altra gente sarebbe troppo blanda.
    A sostenere la PAS ci guadagnano in tanti purtroppo e la disoccupazione, la fame o semplicemente l’avidità fanno sì che ci si getti su qualunque business purché legale. Attenzione, legale non corrisponde a MORALE o ETICO. Sono due cose completamente diverse. Ma specialmente in Italia non si fa distinzione. Molti nostri politici, che davvero vivono in un medioevo tutto loro, purtroppo sono i primi a difendersi dicendo che si sono mossi all’interno della legge in questo o quell’ambito. Per questo non si possono votare. Per questo l’Italia è un Paese corrotto e con un’economia in crisi. E tutto questo ce lo ritroviamo con la PAS.
    Gli avvocati che la usano subito per costruire una strategia di difesa ovvero di attacco quando si paventa anche solo il rischio di una denuncia di abusi o violenze. Strani quelli che partono con la PAS prima ancora di avere subito denunce. Poi ci sono gli psicologi forensi, i peggiori sono quelli alle prime armi di una professione che tra quelle che richiedono la laurea sembra quella con più sottopagati e disoccupati a tre anni dalla laurea. Sono messi persino peggio dei laureati in scienze politiche, non l’avrei mai detto. Poi, udite udite, ci sono gli ultimi arrivati, i mediatori civili. Con una laurea in agraria puoi fare un corso intensivo, diventare mediatore civile e metterti a cianciare di PAS. Quel’era il Paese di PULCINELLA?! Ed ecco moltiplicarsi i siti internet dei novizi mediatori civili riempirsi di link all’articoletto scopiazzato sulla PAS. Ultimamente persino uno che ha fatto tutto alla spicciolata e parla di Parental Alienation System.
    Infine i CTU, cioè alcuni di loro. La PAS non è nei manuali di psichiatria di riferimento (DSM, ICD). L’APA non la riconosce. Sul sito del WHO tuttora non se ne trova traccia. Tuttavia i CTU la diagnosticano e poi hanno la spudoratezza di tenere corsi sull’argomento. Questo è un conflitto di interessi puro e semplice. Si crea la casistica di un prodotto non certificato per poi rivenderlo esternamente e convincere i clienti, cioè i tribunali, a comprarlo.
    La verità è anche che la PAS evita un sacco di rogne a tanta gente. Con la PAS si chiude il discorso, non si deve aprire il vaso di pandora e parlare di incesto, si evitano tanti scandali, basta prendersela con l’anello debole della catena. Una cosa facilissima in guerra, come è, imporre la legge del più forte.
    I tribunali sono ormai molto orientati ad accogliere la tesi della PAS nelle cause di affido, quando questa viene invocata ed è anacronistico dire che le donne sono favorite. Non è vero. E quelli che lo sostengono sono gli stessi idioti che dicono che il 92% delle accuse di violenza domestica sono false. Lo vediamo tutti i giorni sui giornali. Certi mentecatti sono abituati a pensare che la gente si limiti a piangere il proprio essere vittime come fanno loro. Auspico che abbiano sempre più amare sorprese.
    P.S. Ma si può cercare di offendere qualcuno sul reddito citando 300 miserabili Euro al mese? Io li spendo per la palestra.

  13. Aggiungo che non mi fido di chi in nome della legge sinora ha avuto sempre vantaggi, chi ha creato un fenomeno sociale come quello dei padri separati, chi porta genitori madri e padri al suicidio, all’omicidio, alla depressione e all’esclusione dei propri diritti… questo stato merita prima un’autonanalisi… Io dico No PAS… ma sicuramente sono a favore del ddl 957 poi come al solito tutto questo rimarrà sulla carta… abbiamo avuto una fase storica importante come il femminismo che non ha saputo confrontarsi con una struttura sociale e culturale… perchè tutti hanno innalzato il dito sulla questione economica e di pari opprtunità… Perchè in tutti questi anni che le donne e le madri hanno goduto del principio delle pari opportunità… hanno per 80% dei casi avuto affidamenti esclusivi o collocamento prevalente… la pari opportunità è un principio… quindi vi dico un bambino deve avere un padre ed una madre e devono essere obligati e costretti a rispondere del diritto genitoriale, in fase di affidamento, collocamento ed orari e tempi di visita per non escludere il mantenimento… Allora continuate così che non solo noi grandi menti pensanti ci diamo la zappa sui piedi ma siamo allevando una generazione di bambini che avranno serie difficoltà a potersi confrontare con chi in questo mondo ha una madre ed un padre…. le leggi fateli fare ai bambini, alle coppie separate che hanno percorsi sostenibili e riproducibili… e non dagli avvocati che in modo o un’altro sono un indotto di questo malessere sociale…. Io amplificherei l’obbligo della mediazione familiare e di percorsi che possano osservare per due anni a quale genitore dare il collocamento prevalente qualora sia necessario… e non alle madri solo perchè tutti abbiamo il complesso materno… Svegliatevi donne prima che sia troppo tardi… avete una grande responsabilità in questa società quella di fare sentire i padri un pò madri… tanto quanto il femminismo vi fa sentire donne tanto quanto uomini…

  14. X Spazio Libero
    a priori io non escludo nulla, per verificare se una denuncia è vera o falsa ci sono gli inquirenti..anche pensare a priori che ogni denuncia di abusi da parte dell’ex sia falsa è sbagliato. Bisogna verificare

  15. Volevo chiedere anche: secondo voi è da escludere a priori la possibilità che un ex, solo per interesse personale, si inventi qualsiasi cosa per avere l’affidamento esclusivo?

  16. Ma nel caso in cui un genitore non voglia far stare il proprio ex con il/la figlio/a per motivi personali? Proibendo così il naturale rapporto genitore-figlio?

    • Se non c’è violenza o abuso, ma non si riesce ad arrivare a un accordo, c’è la mediazione attraverso cui si arriva all’affido condiviso secondo le esigenze (l’età, il domicilio, ecc.) del minore.

  17. “e ti posso dire tranquillamente che gli uomini migliori sono quelli che conservano un ottimo rapporto con le ex fidanzate, un rapporto d’amicizia pura, ovviamente, non di trombamicizia.”

    comunque se nessuno dei due ha un nuovo legame, nella trombamicizia (che poi può essere l’anticamera del tornare insieme oppure no) non c’è nulla di scorretto

  18. @Pippo-non-poppe
    Non solo so meglio di te di cosa si parla ma so pure perché hai fatto una domanda stupida sull’IdV. Quello che tu non sai è che dall’esterno è evidente la mancanza di logica di ciò che scrivi.
    Gli unici rimasti fuori dal condiviso, che oggi è già la norma, sono proprio gli ex con problemi di conflittualità o peggio. Tutti i commentatori a favore che ho incrociato ultimamente si sono messi in testa che col mantenimento diretto ci risparmiano e soprattutto non fanno passare il denaro per le mani delle ex.
    Puro e semplice rancore e desiderio di vendetta.
    La mia attuale compagna, una madre bravissima, si è vista strappare il figlio e chiuderlo in casa-famiglia per le accuse di un ex che ha trovato questo splendido modo per perseguitarci che VOI gli avete dato perché quello che non raccontate in giro è che preferite pagare la retta di una casa famiglia piuttosto che il mantenimento passi per le mani delle ex mogli. E basta col rancore che se vi hanno mollato avevano ottimi motivi!
    Vergogna!
    E in quanto al Manifesto, mi ci abbonerò.

  19. Rossella, io sono una donna che ha scoperto che il proprio fidanzato ci provava con un’altra donna sposata con figli, proponendosi come paparino di riserva, pur avendomi confessato di odiare i bambini, e che ci provava con ragazzine di 15 anni, pur facendo il professore di liceo. L’ho scoperto da una chat.
    Poi ho scoperto un altro ragazzo 30enne che stava con una mia amica e faceva sesso virtuale con un’altra ragazzina. Avevamo le schermate dei messaggi privati di una violenza incredibile.
    Io spero che non sia questo il caso, ma comunque molto spesso sono stata ingannata.
    Ad ogni modo, una falsa accusa per una cosa così pesante, una volta provata comporta una condanna per calunnie per chi l’ha fatta e non si vede cosa mai c’entri con ciò che ha scritto Luisa Betti qui.
    Infine, a me non piacciono le seconde compagne che si credono le salvatrici di uomini che come ex avevano dei presunti mostri.
    Ho una certa esperienza e ti posso dire tranquillamente che gli uomini migliori sono quelli che conservano un ottimo rapporto con le ex fidanzate, un rapporto d’amicizia pura, ovviamente, non di trombamicizia.
    E comunque se non leggi i testi di legge non si capisce cosa tu intervenga a fare. Ci sono leggi che possono andare anche a danno tuo e dei tuoi futuri figli.

  20. Pippo,l’hai detto u che guadagni molto più di tutte noi…e sai perchè? perchè le donne in Italia son discriminate sul lavoro,e spesso costrette dai mariti a lasciarlo un lavoro per dedicarsi ai figli…figli che troppe volte si ricordano di avere dopo la separazione,perchè durante il matrimonio se ne guardano bene dal cambiar loro pannolini,portarli a scuola,palestra,dentista,catechismo,pediatra,piscina,dagli amichetti a studiare,a prenderli da scuola quando hanno mal di pancia,dar loro le pappine quando le risputano al mittente,star loro dietro quando imparano a gattonare e si infilano in ogni posto pericoloso e non ti danno tregua nemmeno per pisciare…solo il 3% dei padri prende il congedo parentale dopo la nascita di un figlio perchè i figli ti sfibrano,ti sfiniscono,ti levano l’aria e ogni singolo minuto di vita se lo risucchiano come latte…quindi “é roba da mamme”…poi arriva la separazione e tutti questi padri che devono guardare sul cellulare come si chiama il figlio lo vogliono a tutti i costi,ovviamente per darlo ai nonni perchè loro lavorano (anche le mogli lo avrebbero fatto se l’Italia che quelli come lei vogliono ferma agli anni ’30, non fosse un paese davvero fermo agli anni ’30 per il lavoro femminile…auguri,è chiaro che l’affido condiviso già esiste,ma se i vostri figli non vi vogliono forse è perchè non vi conoscono

  21. per quanto riguarda le false denunce di abusi, sono fenomeni gravi, chi le fa commette reato di calunnia, però le violenze esistono, le false denunce comunque vengono sempre scoperte per fortuna

  22. Prego tutti e tutte, indistintamente, di moderare i toni e di non trascendere, cercando per favore di non essere offensivi e di esprimere la propria opinione evitando “apprezzamenti” personali che possono essere fuori luogo. Grazie

  23. io sono per l’affido condiviso se non ci sono situazioni di abuso o se uno dei due non è palesemente inaffidabile come genitore. Va tutelato il diritto del minore di avere due genitori, ma c’è anche il fatto che i genitori separati hanno il diritto di rifarsi una vita..bisogna cercare di conciliare queste esigenze se possibile..poi è ovvio che il minore ha la priorità

  24. @Massimo: ma che dici, stai commentando in un blog con degli slogan:”No DDL 957 No PAS”(capisco che non conosci neppure il significato…), quanto meno prova a sforzarti!!!
    Giusto per precisare,@Massimo,ho fatto la domanda se per caso siete dell’IDV, perchè ho visto uno slogan identico su FB, dove riportavano il blog della Roberta Lerici(IDV) in calce:”http://www.facebook.com/Noallaviolenzasulledonnevero2/posts/305100792912172?notif_t=share_reply”

    @DonnaD: mi faccia un piacere, non si definisca “Donna”, o quanto meno, con la “D” maiuscola!!!
    Non si preoccupi, che io verso l’assegno di mantenimento di 300 euro al mese( ogni 30 del mese, per essere preciso)per mia figlia, e lavoro molto più di Lei(e dei suoi simili) ma soprattutto guadagno molto più di Lei(almeno dagli ultimi dati statistici).
    Io non ho minacciato, nè insultato, ho fatto delle domande, e ho postato un commento, educato e rispettoso, naturalmente, dà fastidio,e questo lo so,visto che in Italia, donnicchie come Voi, e perdenti,c’è ne sono parecchie a differenza di DONNE come l’on.Gallone,l’on.Rita Bernardini,l’on.Emma Bonino,etc…dove hanno fatto molta strada, e ne faranno mota di più, di Voi tutte messe assieme…Buona continuazione di giornata…

    @Virginia:lo stesso vale per te quello che ho già detto a @DonnaD….

    Infine e non perchè voglia mancarLe di rispetto, anzi, per la nostra Cara @Luisa Betti, dove mi parla di civiltà delle donne di Sinistra,dove hanno migliiorato la società intera, etc…
    Per chi non conosce la storia, nel 1975 è stata creata una legge( alquanto schifosa) dove purtroppo noi padri separati ci portiamo ancora oggi certi strascichi, ed è quella dell’affido esclusivo…!!!Infatti per quanto riguarda appunto l’affido consiviso(o meglio,il Falso Affido condiviso), non è mai stato attuato in italia, perchè,delle donne/madri fallite, hanno usufruito della incompetenza della giustizia italiana(siamo il 3 paese in europa con più condanne da parte della corte di strasburgo,dopo grecia e russia).Il ddl 957, vuole essere(almeno per me) un modo per orientare meglio i giudici a decidere in maniera un pò più equilibrata….

  25. Io sono una donna, fidanzata da un paio di anni con un uomo, padre di una bellissima bambina, che nel settembre scorso è stato accusato di abusi sessuali sulla figlia dall’ex moglie.
    A distanza di quasi un anno questa situazione è ormai quasi risolta…ma ricordo solo io il dolore e l’angoscia provata l’anno scorso, il senso di smarrimento per una cosa così grave, e lo stupore nello scoprire non da associazioni, femministe, papa separati.. ma da MAGISTRATI, CARABINIERI, ASSISTENTI SOCIALI che questa pratica ormai è diffusissima.

    Vuoi eliminare il tuo ex marito dalla vita dei tuoi figli? Denuncialo per violenza sessuale, aggressione, minacce e abusi sessuali sui figli stessi!
    Purtroppo e fortunatamente il fenomeno è diventato così DILAGANTE che ormai nei tribunali già sanno come attivarsi.

    Lei signora Betti mi fa orrore, e mi fa ancora più orrore che un giornale di questa portata ospiti il suo blog. Auguro a tutti voi il più immediato fallimento.

    Saluti.

  26. il manifesto, che era un giornale di sinistra, ormai è usato da femministe per raccontare schifose falsità contro i papà per impedire che i bambini abbiano l’affido condiviso.

    Fallisca pure e vada al diavolo, io smetto di comprarlo

    • G.le Andrea, diciamo che forse Lei non ricorda che il “femminismo” non è una cosa di destra ma di sinistra, e che sono state le donne della sinistra italiana che hanno lottato senza tregua non solo per i loro diritti ma per migliorare la società intera per una vita più civile, e più laica, per tutti. Per quanto invece riguarda la legge sull’affido condiviso credo fermamente sia un’ottima soluzione perché i figli crescono meglio con entrambi i genitori, e credo anche che una madre, se ha un ex marito o compagno su cui fare affidamento, sia ben contenta di dividere con lui la fatica della crescita di un figlio: ma altro discorso è da fare quando uno dei due genitori (madre o padre che sia) è violento. In Italia (e non solo in Italia) l’aumento della violenza domestica e l’aumento del femminicidio – come può leggere dai dati che non sono miei – rende problematico l’affido condiviso almeno nelle situazioni a rischio. Ed è questo che deve essere scongiurato: per i bambini, per le donne ma anche per gli uomini, che invece di recriminare potrebbero farsi un esame di coscienza e prendere esempio da chi non ha bisogno di diventare violento per affermare le proprie ragioni (e fortunatamente di uomini così ce ne sono ancora molti in circolazione). La invito quindi a informarsi meglio: c’è molta letteratura, anche internazionale, su questi argomenti. Grazie

  27. @Pippo: per caso fai parte di quei “padri separati” che fingono di versare tutto alla moglie, quando poi in realtà un lavoro neanche lo hanno (altrimenti non potrebbero permettersi di passare intere giornate sul web a perseguitare gente che nemmeno conoscono minacciandola, insultandola solo per aver parlato di donne e parità)!?

    – per caso fai parte di quel gruppo che finge di non vedere i propri figli da mesi, quando poi un figlio neanche ce l’hanno e fanno tutto ciò per pura misoginia?

    – per caso fai parte di quel gruppo che ogni stupro è una falsa accusa?

    – per caso fai parte di quel gruppo che apre pagine fb con nomi nobili (clonati) e poi pubblicano solo articoli di pseudo blog (totalmente inventati e senza fonti) con false accuse, sindromi inesistenti (inventate da un pedofilo) e di giustificazioni continue sulla violenza sulle donne?

    Se la risposta a queste domande è si (è inutile anche chiedertelo E’ SI) hai vinto un soggiorno a vita su un’isola deserta, ma tranquillo non sarai solo, ci saranno tutti i tuoi amichetti con te. Il mondo civile non è fatto per voi!

  28. ma pippo pippo non lo sa
    che quando parla ride tutta la città
    si parla addosso
    si crede grosso
    senza la mamma cade sempre giù nel fosso…

  29. In effetti Pippo e tutti i suoi amici fallocrati stanno proprio facendo di tutto per riportare le donne al medioevo, sotto lo schiaffo del marito.
    L’idv c’entra come i cavoli a merenda.
    Ma non sapete esprimervi in altro modo che con gli slogans? Tutti casapoundisti?

  30. @Pippo: l’unica considerazione che merita il tuo intervento finisce dopo averti detto che non meriti considerazione.

  31. Ma ditemi un pò, fate tutte riferimento al partito dell’IDV???

    Per caso siete quelle donne incomprese e fallite, che in 150 anni di unità d’italia, non siete riuscite in meno di nulla???

    Per caso siete quelle donne che stanno mandando in Fallimento un paese come l’italia, a causa della Vostra inciviltà???

    Se avete risposto a tutte e tre le domande con un “SI” allora avete vinto…un bel soggiorno a vita, in un paese chiamato “MEDIOEVO”!!!!

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