Il frutto di uno stupro è un “dono di dio”

Leggere alcune cose mi inorridisce, altre mi fanno proprio vomitare: come nel caso delle affermazioni dell’ultraconservatore ultracattolico Rick Santorum alla nomination repubblicana per le prossime presidenziali Usa, che pur di dare sostanza ai suoi deliri vorrebbe costringere le donne a non interrompere una gravidanza anche in caso di stupro: “Le donne violentate non devono interrompere la gravidanza – ha detto Santorum  alla Cnn durante una intervista – perché quel bambino è comunque un dono, terribile, di Dio”. Santorum, che vorrebbe mettere al bando l’aborto con un emendamento costituzionale. Ha aggiunto senza battere ciglio: “Anche a mia figlia consiglierei di tenere il bambino frutto di uno stupro”. Un duro e puro venuto dal nulla che non è solo anti-abortista, ma anche anti-gay e sostenitore della vita “oltre la morte”: lui è l’uomo che durante il caso di Terri Schiavo, la donna della Florida tenuta in vita in uno stato vegetativo con accanimento terapeutico, per sostenere a oltranza le sue convinzioni “pro-vita”, invocò un intervento giudiziario perché la donna fosse intubata a oltranza. Lo pagò alle urne, ma forse la lezione non gli è bastata.

 

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