Good News!

Non solo cattive notizie! Per tutti quelli e quelle che anelano buone notizie anche in un mondo che continua a precipitare verso il baratro, quest’anno Amnesty International regala una manciata di buone notizie per chiudere il 2011 con qualche peso in meno sullo stomaco: il 19 gennaio le autorità tunisine hanno disposto il rilascio di tutti i prigionieri politici e di coscienza, tra i prigionieri rilasciati, figurano il giornalista Fahem Boukadous e l’attivista Hassan Ben Aldallah, entrambi erano stati arrestati in relazione alle proteste scoppiate nella regione meridionale di Gafsa, nel 2008 (accusati di “appartenenza a un’associazione criminale” e di “aver fatto parte di un’organizzazione avente l’intento di attaccare proprietà o persone”, erano stati condannati a quattro anni di carcere al termine di un processo iniquo, Boukadous, già prigioniero di coscienza tra il 1999 e il 2001, era stato anche accusato di “diffusione di informazioni suscettibili di danneggiare l’ordine pubblico”); il 4 febbraio Guido Sigler, attivista per i diritti umani, è stato rimesso in libertà dopo quasi otto anni di prigionia, era stato arrestato nel marzo 2003, nell’ambito di un vasto giro di vite contro il dissenso, e condannato a 20 anni di carcere per reati di opinione, sulla base della Legge 88 sulla sicurezza nazionale; il 12 febbraio il governo ha ordinato la scarcerazione di due prigionieri di coscienza, Hector Maseda e Angel Moya, entrambi condannati nel 2003 a 20 anni di carcere e adottati da Amnesty International; il 23 marzo sono stati rilasciati Felix Navarro e José Ferrer, prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International (arrestati nella repressione del marzo 2003, erano stati condannati a 25 anni di carcere per reati contro la sicurezza e l’indipendenza del paese); il 21 febbraio il colonnello Kibibi Mutware è stato giudicato colpevole di aver ordinato lo stupro di 35 donne del villaggio di Fizi, nell’est del paese, assaltato nel corso di un’operazione militare delle forze armate congolesi, la prima condanna emessa da un tribunale congolese, dopo decenni d’impunità, per uno stupro di massa; il 9 marzo, dopo una moratoria sulle esecuzioni durata 11 anni, l’Illinois è diventato il sedicesimo stato degli Usa ad abolire la pena di morte, e il governatore Pat Quinn, nel prendere la decisione, ha anche commutato le condanne a morte degli ultimi 15 prigionieri in attesa di esecuzione. Per chi vuole completare e prendere un appunto sul fatto che sgobbare per i diritti umani forse non è lavoro perso, si rimanda all’apposita pagina sul sito di Amnesty International.

Un pensiero su “Good News!

  1. Ma Guido Sigler, Hector Maseda, Angel Moya, Felix Navarro e Jose Ferrer, di dove sono? Sono gli unici dper i quali l’articolo non fa menzione dell anazionalita’

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